Patataridens

Il blog della comicità al femminile

La comicità è meglio di un push up. Intervista a Little Lady Burlesque performer

L’erotismo non è soltanto avere gambe lunghe e seno prosperoso… Oddio, sono cose che aiutano e poi inutile fare le ipocrite, noi donne teniamo molto all’aspetto fisico. Io stessa, che non sono né attrice né modella, ho fatto ricorso alla chirurgia estetica. Sì, ho rifatto il seno e mi sono orientata sulle più moderne tecnologie. Il primo che dice “nanotecnologie” se le prende! Una volta per ingrandire il seno si usava esclusivamente il silicone io, invece, che in queste cose sono all’avanguardia, ho scelto le protesi ai cristalli liquidi: ultrapiatte! Come uno schermo LCD! Insomma ragazze, ragazzine e ragazzone, ricorrete pure alla chirurgia estetica se vi va di farlo ma sappiate che, per rendersi sexy, esistono metodologie molto meno invasive del bisturi come, per esempio, l’ironia . 

Oggi abbiamo la fortuna di parlarne con Little Lady, Burlesque performer  internazionale che, di ritorno dalla sua tournée asiatica, proverà a svelarci qualcuno dei suoi trucchi per essere sensuali strappando, prima del reggiseno, un bel sorriso.

Ciao Little Lady, il Burlesque negli ultimi anni è diventato molto di moda, quasi un delirio collettivo. Da che, qualche anno fa, nessuno sapeva cosa fosse, abbiamo iniziato a trovarlo ovunque: locali, teatri, ristoranti, feste di piazza, prime comunioni, forse anche nei parcheggi degli autogrill. Ma spesso, quel che viene propinato come “Burlesque” col vero Burlesque non ha nulla a che fare. Puoi spiegarci in due parole cos’è il Burlesque e cosa rappresenta per te?

Il Burlesque nacque nel 1800 come parodia. Forma di spettacolo originaria della Gran Bretagna e USA, venne usata per deridere il mondo parallelo delle classi più ricche. Una sorta di ironica forma di denuncia. A seguire è poi divenuto specchio del disagio sociale individuale, provocato dai ruoli imposti dalla società, con i suoi ferrei parametri e obblighi, per poi arrivare a essere puro e semplice intrattenimento. La mia Burlesque Vision vede protagoniste le donne e chi si sente tale, che con ironia e dedizione allo studio, si impegnano a ritrovare il diritto di esser femminili senza paura e senza perdere i diritti acquisiti nel tempo, nella speranza e nell’attesa ch’essi diventino reali, e a esprimere tale diritto naturale con le arti performative.  Il Burlesque, per me, è un Lifestyle.

Come e quando ti sei avvicinata al Burlesque e perché?

Dal ’99 al 2012 mi sono occupata del progetto Wipe Out Italia come Co-Creator, Joint Owner e Visual Merchandiser. Era un format basato esclusivamente sulla nostra etica e passione per cui mi avvicinai al mondo Rock’n’Roll che amai dal primo istante, con Pin Up Style e Burlesque inclusi.

Nelle tue performance che spazio riservi all’ironia?

L’ironia regnava sovrana nelle performance presentate dalle Misskey Girls. Duo con Roberta Panetta, la mia “diversamente gemella” acquisita, il mio lato buono che ho avuto l’onore e l’immensa fortuna di aver accanto in quello che fu l’esordio del Burlesque in Piemonte, avvenuto per “colpa” nostra. Le mie performance da solista hanno tracce d’ironia e rimangono basate sulla danza. Dove, invece, mi sbizzarrisco per sopperire al duro lavoro che propongo, è ai corsi di Burlesque e danze femminili applicate. Spesso si ride e si piange…

Non tutte le donne hanno la fortuna (o la costanza) di avere un fisico perfetto. Per fare Burlesque è necessario avere le maledette “misure canoniche”?

Assolutamente no, altrimenti sarei spacciata in partenza! La trasposizione delle carni a forza di calci nel deretano, non funziona. Il pensiero positivo non fa diminuire le natiche. Ancor meno, il teletrasporto di carne dal culo alle tette. Ho provato anche l’aumento del seno per osmosi, stando vicino alla Panetta (Misskey Girl che collezionava il furore del pubblico a suon di decolté) ma niente! Quindi, vero è che il Burlesque non necessita di misure particolari, ma impegnarsi per star bene con sé stesse e in salute, è comunque un nostro dovere/diritto. Niente scuse: lo sport salva vita!

Personalmente penso che lo jogging (o il jogging? Boh, che ne so io non l’ho mai fatto!) potrebbe salvarmi la vita solo a patto che qualcuno mi stia inseguendo! Tornando a noi, tu sei un’insegnante di Burlesque. A chi si rivolgono i tuoi corsi? Chi sono le donne che vi prendono parte e cosa cercano?

Ai miei corsi si trovano donne e uomini di ogni estrazione sociale e dalle più disparate professioni. Tutti animati dalla passione per la danza e il Burlesque. Persone con la voglia di riscoprire il proprio lato femminile, che hanno piacere di curarlo nel dettaglio e di lavorare per divenire più eleganti nel portamento e più sicure di sé in pubblico e in privato. Accettando i propri difetti che, spesso, divengono punti di forza, anche grazie all’autoironia. Testimonianza per me molto interessante e a cui tengo moltissimo, è la rubrica Burlesque Therapy che curo per il mio Blog  in cui ho il privilegio di rispondere alle persone che mi scrivono riguardo al Burlesque e ai loro timori nel mettersi in gioco. Sono proprio loro che vengono a lezione.

Se i punti deboli possono diventare quelli di forza, il mio nome da burlesquer sarà Desì Grand Derière e, a proposito di derrière, Burlesque vuol dire necessariamente spogliarsi?

Come dall’articolo “Burlesque vestite? Yes, we can!” che scrissi tempo fa, la risposta è no, secondo me… Ma assistiamo a diversi stili ogni giorno che includono anche la risposta contraria. C’è chi punta sulla nudità, chi sul cabaret, chi sulla danza, chi sugli amici degli amici, chi sul canto, chi sulla magia, chi su non so cosa, ma su qualcosa si punta sempre e comunque. Ecco, per me, l’importante, è scegliere su cosa puntare, e ognuno degli stili elencati, comporta un profondo studio. Quanto impegno ci andrà per conoscere tutti gli amici degli amici, fino ad arrivare all’amico giusto? A quante serate devi andare per diventare amica dell’amico giusto? Allo stesso modo, quanti anni e anni devi spendere per studiare danza o teatro, ad esempio? Ebbene, l’unica risposta che ho è per l’ultima domanda: una vita non basta e non è detto che tu sia degna di un palco. La verità è sempre soggettiva e nessuno ha la giusta risposta.

Ti sei esibita un po’ ovunque, persino nella lontana Asia. Vuoi raccontarci un aneddoto divertente della tua carriera?

Ho avuto l’onore di lavorare per l’inaugurazione di uno dei complessi turistici di una famiglia molto in vista in Asia. Si trattava della festa privata alla quale erano presenti esponenti del governo locale più altri investitori e la mia performance era la sorpresa per il capostipite, per cui in pochi sapevano della mia presenza. La mia performance piacque al punto che , mi fu poi raccontato, che durante la mia esibizione venne organizzato un vero e proprio summit in cui il capostipite dava ordini a tutti per organizzare, al volo, il comitato di benvenuto. Al termine della performance, il comitato mi raggiunse sul palco. Erano una decina, capitanati dal primogenito del capo, tutti timidi e sorridenti e, tra milioni e milioni di inchini, mi consegnarono un fiore. Devo dire la verità, vedere tanta umanità in un contesto così delicato, mi fece pensare ai nostri politici e alle feste Burlesque di Mister B… Che nostalgia…

Per chi volesse prendere parte a un tuo corso, cosa deve aspettarsi e dove può informarsi?

I miei corsi e Workshop di Burlesque  e danze applicate sono delle classi di danza a tutti gli effetti, in cui si affrontano teoria e pratica (tecnica e coreografia) di diversi stili, con lo scopo di acquisire maggiori competenze e padronanza delle danze applicate al Burlesque. Invito sempre chi mi contatta tramite Linkedin  o Google Plus  a sentirsi libera di chiedere informazioni a chi ha già frequentato i miei corsi tramite la Little Lady Burlesque Facebook Page  Ci sono anche alcune testimonianze sui corsi direttamente sul mio Blog, come l’esperienza raccontata da Annalisa, una delle mie Burlesquine Sisters Crossdresser.

 Anche se le rotondità – beata te – ti sono fisicamente estranee, tu sei un’artista a tutto tondo. Parlaci della tua attività di illustratrice e di fashion designer… Anzi, fa una cosa, per chi come me compra le magliette della salute al mercato e i collant in farmacia, spiega anche cosa piffero è una fashion designer.

Effettivamente, le uniche rotondità che conosco sono quelle del push up… E da sempre, sono appassionata di moda e di come si possa dar risalto alle curve femminili, pur non avendole.  Disegno da che ero piccola e ho sempre disegnato abiti, complementi d’arredo e scarabocchi vari. Ho poi lavorato a dipinti e disegni su commissione per privati e per tatuatori fino a disegnare e realizzare costumi di scena, accessori e complementi d’arredo. Da che mi son trasferita in Asia, per gioco, ho rispolverato dei vecchi bozzetti e ho realizzato dei capi per me, per la vita di tutti i giorni. Hanno riscontrato l’interesse di alcuni professionisti per cui mi hanno convinta a lavorare a una mia linea di abbigliamento… Un nuovo progetto come Fashion Designer o Stilista. Allo stesso tempo continuo a disegnare illustrazioni anche per la Viral Octopus webagency

Vuoi salutarci con un messaggio per tutte le donne?

Donne, è arrivato l’arrotino… Non siate tirchie!

E ne aggiungiamo uno per tutti gli uomini?

No money, no honey… Soprattutto se non disseppellite il vostro Maschio Alfa!

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le foto di Little Lady sono di Eloise Nania

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This entry was posted on May 9, 2013 by in Le interviste di Patataridens and tagged , , .
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