Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Se la Barbie fosse interinale

Da piccolina giocavo felice e ignara con la mia Barbie, senza chiedermi come facesse quella biondina slavata a potersi permettere una casa di tre piani con l’ascensore, una mega camper rosa, centinaia di vestiti da sera, secchiate di scarpe col tacco e svariati cavalli glitterati. Che fosse ricca di famiglia? Magari è un ereditiera come la Paris Hilton che, tra l’altro, salvo lo sguardo vertiginosamente sghembo, alla Barbie ci assomiglia pure un bel po’. Però non mi pare di aver mai sentito parlare di catene di alberghi o di aziende di software, di proprietà di un certo Mr. Barbie.  Che la plasticosa donzella abbia cedute le sue altrettanto plasticose grazie, a qualche riccone per farsi mantenere? Ma no! E’ risaputo che Barbie frequenta dai tempi della scuola un aitante bambolottone di nome Ken che non fa che vivere nella sua ombra e, forse, anche alle spalle. Chi sarebbe Ken senza Barbie? Soltanto uno sciapo giocattolo per maschietti confusi! Parliamoci chiaro, nella coppia, il mantenuto è lui! E infatti, c’è la casa di Barbie, il salone di bellezza di Barbie, l’isola tropicale di Barbie, tutto è intestato a Barbie! Ken, per quanto ne sappiamo, di sua proprietà avrà forse un surf e qualche improbabile bermuda hawaiana. Ma tornando alla Bateie, se non è ricca di famiglia né fidanzata con un buon partito, allora qual è il segreto della sua trasbordante e rosata ricchezza? Molto semplice: il lavoro! Sì, la Barbie non ha un lavoro, ne ha almeno un centinaio! Dagli anni ’60 ad oggi è stata  – in ordine alfabetico – archeologa, ballerina, cantante rock, docente universitaria, elicotterista, fantina, giocatrice di basket, hostess, infermiera, lattoniera, manager, nuotatrice olimpica, presidente degli stati uniti, quadro metalmeccanico, ristoratrice, surfista, tatuatrice, ventriloqua e zoc… Vabbè dai, con la zeta niente. Per darla via, bisognerebbe almeno averla. Che poi non credo che la Barbie si faccia un gran cruccio della sua anatomia incompleta, avete visto presente come sta messo Ken in zona pubica? Utra-piatto come uno schermo al plasma. Ma lasciamo stare la presunta, e probabilmente deludente, vita sessuale della Barbie perché, quel che mi preme di sottolineare, è che quella troietta platinata può permettersi una casa di campagna con il terrazzo retrattile e una Ferrari Testa fuxia, per il semplice quanto straordinario fatto di avere centinaia di lavori! Ecco perché noi ragazze di oggi, che abbiamo un lavoro solo e spesso precario, possiamo permetterci giusto un bilocale scalcinato e l’abbonamento all’autobus. Intendiamoci, non aspiro a una vita da Barbie. Ammetto che sul cavallo dalla criniera bionda ci ho fatto un pensierino, ma non ho mai ambito a una barca dalle vele lilla o a una piscina a forma di cuore. Noi donne d’oggi abbiamo  gusti molto più semplici, sogni più concreti, non ci passa nemmeno per l’anticamera del cervello di rientrare la sera nella nostra villa da sogno e di accendermi l’idromassaggio. Il nostro sogno più irraggiungibile e recondito è, semmai, entrare in una banca e accendere un mutuo!.

Se la Barbie fosse interinale

 

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3 comments on “Se la Barbie fosse interinale

  1. luisa
    May 15, 2013

    E già, centinaia di lavori, di cui alcuni veramente faticosi (ci vuole il fisico di plastica per fare i turni di notte come infermiera e al mattino volare su un aereo come hostess), tutti per lei. Sarà per questo che si è fatta clonare per reggere il superlavoro e per la gioia di tutte le bambine. Ora alle bambine già cresciute servirebbe la clonazione dei posti di lavoro, tanto di Barbie ne abbiamo le cassapanche piene.
    Luisa

  2. Desy
    May 15, 2013

    Già, raminghe, nude e arruffate ma le abbiamo ancora le nostre Barbie. Potremmo mandarle a lavorare al posto nostro 🙂

  3. luisa
    May 16, 2013

    Alle mie, l’ultima l’ho acquistata 10 anni fa, dovrei aggiungere quelle, dal numero imprecisato appartenenti a mia figlia e se consideriamo anche le imitazioni o surrogati di Barbie raggiungiamo la quota giusta per aprire una ditta. Vuoi mettere il prestigio sociale a dare lavoro anche alle extracomunitarie Barbie africana, cinese e americana? Certo che prima di mandarle al lavoro al posto nostro ci tocca mandarle dal chirurgo plastico per un bel restying 🙂

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This entry was posted on May 12, 2013 by in Agrodolci, Uncategorized and tagged , , , .
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