Patataridens

Il blog della comicità al femminile

“Voglio fare la Wedding Planner” un libro per chi adora i matrimoni, per chi li odia e per chi non ci ha mai pensato (e chi non ci ha mai pensato scagli il primo pugnetto di riso)

Apre i battenti il Salone del libro di Torino e mi sembra una buona occasione per parlare di narrativa comica femminile.
Qualcuno la chiama chick–lit, letteratura per pollastrelle, ma il termine è decisamente riduttivo visto che questi romanzi, leggeri e frizzanti come bicchieri di spuma, sono apprezzati anche dalle galline vecchie (quelle che come me fanno buon brodo) e da molti tacchini.

Come accade per tutta la letteratura “di genere”, le tematiche della chick–lit sono ricorrenti: le protagoniste sono costantemente alla ricerca, talvolta di principi azzurri, talvolta di ghiotte opportunità lavorative ma, in quest’ultimo caso, mentre scalano la vetta del successo professionale, inciamperanno comunque nel loro principe azzurro. Già, dall’happy end non si prescinde. D’altronde la letteratura di genere ha le sue regole e, se nel giallo è sempre necessario un delitto, nella chick-lit è tassativo almeno un principe azzurro. L’importante è che per conquistarlo, le aspiranti principesse passino attraverso situazioni rocambolesche, equivoci divertenti e sfighe caleidoscopiche. Già, perché le protagoniste della chick-lit sono volenterose e appassionate come quelle di un romanzo d’amore, ma mai esenti da deliziosa imbranataggine. Anche se la chick-lit è frequentata in prevalenza da autrici inglesi e americane, anche in Italia abbiamo ottime esponenti del genere tra le quali, ho l’onore di ospitare in questo umile blog, Stefania Niccolini, autrice, per La Corte Editore, dell’esilarante “Voglio fare la Wedding Planner”.  Non fatevi ingannare dal titolo, questa non è una storia di aspirazioni matrimoniali, questa semmai è la storia di un colpo di fulmine, ma non per un uomo, bensì per un lavoro.

Stefania, trovare il lavoro della “propria vita” è come trovare “l’uomo della propria vita”. Sappiamo che esiste (o almeno ci piace crederlo) ma non sappiamo né chi è, né dove sta. L’unico modo per trovare il lavoro o l’uomo perfetto è imbattercisi per caso. Raccontaci dell’esperienza di Alice Stella, cronista di gossip con velleità di giornalista cinematografica.

Alice, in effetti, sogna di fare la giornalista cinematografica ma, sul più bello, perde il lavoro proprio per aver sparato a zero su Miriam Corsini, guru del wedding planning italiano. La sua vita sembra così andare a pezzi, fino a quando però, per uno strano gioco del destino ( nella chick-lit non può mancare), Alice non inizierà a lavorare proprio per la donna che ha causato tutti i suoi guai. Catapultata nel mondo del wedding, tra iniziali pasticci e mille peripezie, Alice dovrà ricredersi e si ritroverà tra meravigliose locations, romanticissimi abiti bianchi e coloratissimi confetti, scoprendo improvvisamente i segreti per una perfetta mise en place, le regole del galateo, l’importanza della figura del floral designer e, soprattutto, che cosa vuole davvero dalla vita. Ma, tra risate ed emozioni, disastri e colpi di genio, imparerà che l’unica cosa che neanche una wedding planner può controllare sono i battiti del cuore.

Alice approda per puro caso al mestiere della Wedding Planner. Tu come ci sei arrivata? Com’è nata l’idea di scrivere un romanzo su una professione non ancora così diffusa?

L’idea non è stata mia – io sono innocente lo giuro! -ma di Stefania Poletti e Serena Obert, entrambe Wedding Planner. Stefania e Serena volevano raccontare il loro mestiere in un romanzo che fosse “istruttivo” ma al contempo divertente. Così si sono rivolte a Gianni La Corte, il mio editore, che ha pensato di coinvolgermi nel progetto. Da vera profana del Wedding Planning, a suon di manuali e trasmissioni di Miccio e Garini, sono diventata quasi un’esperta. Se con i romanzi dovesse andar male, potrei sempre valutare la possibilità di aprire un’agenzia di organizzazione di matrimoni. L’apporto di Stefania e Serena è stato fondamentale per tutto ciò che concerne moda e wedding.      

 Insomma, ti sei ritrovata nelle stesse condizioni di Alice, che da un giorno all’altro deve barcamenarsi tra fiori, confetti, sposi indecisi, preti reticenti… Alice ha 27 anni, un fidanzato ormai stantio, un furetto narcolettico, una coinquilina che compila schede tecniche dei propri amanti e un vicino di casa che rasenta la perfezione. Questi personaggi sono puro frutto della tua fantasia o…

 Beh, ventisette anni, li ho avuti anch’io… Il resto è pura fantasia, forse proprio perché come vicini di casa ho sempre avuto vecchietti ultraottantenni e come amiche super-suore. Quanto al furetto, l’idea è stata di Stefania e Serena che hanno proposto che Omar, il fidanzato di Alice, le regalasse non cioccolatini, fiori o peluche (non sufficientemente fashion), bensì un animaletto da compagnia. In realtà ho scoperto che la ‘faina puzzolente ladra’ (è questo il significato del nome scientifico) dorme profondamente per parecchie ore; perciò non è stato difficile infilarla nel cestone dei panni sporchi e fra la biancheria di Alice, anche se devo ammettere che all’inizio sono stata seriamente tentata di farla cuocere in forno per errore da Eli. 

Eli, la coinquilina di Alice, già cercò di “presentare” alla piccola “furetta” Martha il silkepil, direi che la tumulazione in bara di pirex sarebbe stata troppo cruenta per un chick- lit! E ora una domanda poco diplomatica, attenta a come rispondi: le Wedding Planner che hai conosciuto sono bisbetiche quanto quelle del tuo libro? Che caratteristiche deve avere una Wedding Planner e quali di queste hai trasposto nel tuo romanzo?

Domanda a trabocchetto ma io sono troppo acuta per farmi fregare…Scherzi a parte, Stefania e Serena sono due ragazze molto aperte e disponibili, se non lo fossero non potrebbero fare il mestiere che fanno. Per intendersi, voi cosa fareste se una cliente vi chiedesse un matrimonio all’insegna del 4 perché è il quadrato di 2 ed è la radice di 16?

Credo che andrei a rileggermi “La solitudine dei numeri primi”. Certamente è un mestiere che richiede infinita pazienza e molto sangue freddo.

Sì, chiunque di noi farebbe di tutto tranne, probabilmente, quello che Stefania e Serena fanno normalmente e cioè andare incontro con buonsenso alle esigenze del cliente. Tra una risata e l’altra, nel romanzo emergono tutte le caratteristiche della perfetta Wedding Planner, che non vi sto però a elencare. Per approfondimenti, leggete il libro oppure visitate i blog di Serena e Stefania. Se non si fosse capito, quest’ultimo era un puro messaggio promozionale.   

Se non ti metti a cantare anche il Jingle del carosello a me se ti pubblicizzi sta benissimo anche se, ormai, tutto questo bisogno di promuoverti non ce l’hai più. Il tuo libro sta avendo un grosso successo, le copie vendute sono migliaia e ora, laversione e-book del romanzo, sta replicando il successo dell’edizione cartacea. Questo week end, su ITUNES l’ebook di “Voglio fare la Wedding Planner” è arrivato alla terza posizione della classifica nazionale di Fiction, surclassando molti “big” storici. Ti aspettavi un tale successo? E a cosa lo devi?

Per dirla tutta, il romanzo occupa anche la nona posizione della classifica generale di ITUNES. Sinceramente è stata una fantastica sorpresa. L’unico cruccio è essersi piazzati dietro “Testa, cuore e gambe” di Antonio Conte, che non credo sia un trattato di anatomia. Per una fiorentina, tinta rigorosamente di viola come me, è un vero smacco. A cosa devo questo successo? Certamente al prezzo spudoratamente basso degli e-book, chiunque comprerebbe qualsiasi cosa anche un ornitorinco in terracotta; piuttosto dopo lo rivende su e-bay. Scherzi a parte, credo che “Voglio fare la Wedding Planner” attiri per la tematica nuova e originale, per la particolare joint-venture autrice-weddingPlanners e per la scrittura leggera e ironica. Un grosso contributo poi è stato dato dall’editore Gianni La Corte, sia relativamente al lavoro di editing che di promozione, senza dimenticare la copertina che in molti mi dicono essere davvero deliziosa.

Voglio fare la “Wedding Planner” arriva dopo un altro successo editoriale, sempre firmato La Corte Editore. Vuoi parlarcene?

Immagino che tu ti riferisca a “Non lasciarmi Edward” (del resto è il solo romanzo pubblicato oltre a “Voglio fare la Wedding Planner”). Il mio romanzo d’esordio è nato per puro caso e lo considero una sorta di terapia familiare  per guarire dalla “twilite acuta” da cui ero affetta (c’era di mezzo anche mia figlia adesso diciassettenne). Lo ammetto, alle soglie dei quarant’anni ero caduta vittima del fascino immortale di Edward, il vampiro protagonista di Twilight, fortunatissimo romanzo di Stephenie Meyer. L’idea di scrivere la storia ironica e divertente di una fan della saga e della sua ‘malattia’ mi è sembrato il miglior modo per ridere della mia fissazione e al contempo condividerla. Ho scoperto, infatti, che la twilite acuta è una patologia molto diffusa e più l’età sale e più diventa difficile guarirne, c’è chi ancora oggi non è rinsavito. Nonostante la protagonista del romanzo sia una sedicenne, chiunque può riconoscersi in lei perché tutti i fan della saga hanno fatto le stesse stupidaggini, anche l’ultrasessantenne (esiste e l’ho conosciuta).

E per il futuro? Hai già qualche nuova “cup cake” letteraria nel forno?

Più che in forno in lavatrice (talvolta anche una betoniera); la mia mente è una continua centrifuga di idee e, prima o poi, un bucato (o una colata di cemento) che mi soddisfi uscirà fuori. Devo solo stare attenta a non infilare la t-shirt rossa nel bucato bianco se non voglio ritrovarmi un guardaroba completamente rosa (slip compresi).

Se ti ritrovi tutto rosa, ti toccherà continuare con la chick-lit mentre, se ti s’ingiallisce la biancheria, allora dovrai dedicarti al Giallo. Il problema potrebbe sorgere con l’amaranto, il carminio o l’indaco… Ma sono certa che sapresti cavartela comunque! Grazie per aver chiacchierato con noi. Ci si legge presto, ok? Tu datti da fare!Potete incontrare Stefania dal 16 al 20 maggio al Salone internazionale del libro di Torino presso lo stand de La Corte Editore (stand T37, Padiglione 3 del Lingotto, davanti allo stand Rai), dove troverete altre fantastiche novità editoriali.

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La copertina di “Voglio Fare la Wedding Planner”

Stefania Niccolini e l'editore Gianni La Corte

 Stefania Niccolini e il suo editore Gianni La Corte

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Le Wedding Planner Serena Obert e Stefania Poletti con la giornalista Melania Guarda Ceccoli

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