Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Che culo, mi si è smagliato il collant!

 

Le avete viste? No, dico, le avete guardate bene? E noi che, per anni, appena ci si smagliava un pelino il collant, subito correvamo nel primo bagno a pennellarci con lo smalto per arrestare l’evoluzione del disastro! Quanto siamo state stupide! Oggi girare con le calze smagliate va di moda! Ci pensate a quanti ettolitri di smalto avremmo risparmiato? E se avessimo avuto la lungimiranza di conservare tutte le nostre calze bucherellate, ora probabilmente avremmo un capitale! Si sarebbe potuto rivenderle su e-bay come abbigliamento trendy-vintage!

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Ciò che una volta sembrava una tragedia inevitabile – parlo della smagliatura del collant – oggi è un valore aggiunto!  E quando dico “tragedia inevitabile” non uso termini a caso: lo sapevate che i collant sono progettati per rompersi?

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Già, i collant vengono trattati con poliammidi, cioè delle fibre di nylon che ne stabilizzano l’elasticità, conferendo resistenza a smagliature e strappi. Basta lesinare su queste fibre, magari in alcuni punti critici e… giù di smalto!

Mi viene il sospetto che i produttori di collant e quelli di smalto per unghie si siano messi d’accordo!

In questo video troverete una parte del documentario spagnolo “Comprar, tirar comprar” (Comprare, buttare, comprare) nel quale si racconta di come qualcuno, molti anni fa, decise che i collant “dovevano smagliarsi” (audio spagnolo con sottotitoli in italiano).

E i collant non sono l’unico articolo progettato per durare un tempo ragionevole ma determinato: stampanti per PC che nascono con un numero predefinito di stampe, cellulari tarati su un tot di minuti di conversazione, jeans con le cuciture “biodegradabili” che, dopo un po’ di lavaggi, vi lasciano culo all’aria…

Ovviamente le aziende non hanno interesse a far sì che il prodotto si rompa subito. L’articolo deve poter durare un tempo sufficiente per superare l’eventuale periodo di garanzia e per permettere al consumatore di affezionarsi al prodotto. Se l’articolo si rompesse troppo presto, il consumatore sacramenterebbe, farebbe pesanti illazioni sulla madre del costruttore e si rivolgerebbe a un altro marchio.

Per chi conosce lo spagnolo ed è curioso di saperne un po’ di più, ecco la versione integrale del documentari “Comprar, tirar, comprar”. Purtroppo il documentario intero non è disponibile con i sottotitoli in italiano (o quantomeno io non l’ho trovato).

Che dite?

‘Sta storia dei prodotti che si rompono “a bella posta” non fa per un cappero ridere e quindi è fuori tema rispetto al blog?

Già, non fa ridere, anzi, a proposito di cose che si rompono, sta cosa rompe assai le balle.

Ma se qualcun altro decide per me quando si romperà la mia roba, io potrò almeno decide di rompere gli schemi?

Calza smagliate ad artef

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This entry was posted on June 7, 2013 by in Agrodolci and tagged , , , , , .
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