Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Sei mesi dopo la (non) fine del mondo – prima parte – Finita la festa gabbato lo Maya

Siamo fatti così: sei mesi fa eravamo a poche ore della “fine del mondo” e non si parlava d’altro mentre oggi, ben pochi sembrano ricordarsene.

Non che una profezia di apocalisse ci colga impreparati, mica era la prima volta.

Gli storici dicono che fissarsi in agenda almeno una fine del mondo a decennio è vizio e vezzo dell’umanità: gli antichi romani stabilirono la loro fine del mondo (o meglio la distruzione di Roma) per il 634 a.c., nel medioevo immaginavano che tutto sarebbe terminato allo scoccare dell’anno 1000 e secoli più tardi,  quel bontempone di Nostradamus scrisse infinite quartine che lasciavano presagire la fine dell’umanità (che poi diciamocelo, nelle quartine di quel criptico squilibrato, usando la fantasia, ci si può davvero leggere di tutto: dalla quarta guerra mondiale a chi vincerà il campionato di pallamano ne 2036).

E ora, passato il 21 dicembre 2012, qual è il prossimo appuntamento con il “grande botto”? I seguaci della Kabbalah dicono che sarà il 10 aprile del 2014, ovvero il giorno della vendetta del diavolo.

Che potrebbe succedere il giorno della vendetta del diavolo? Berlusconi che ri-ri-torna in auge magari come presidente della repubblica, presidente della corte di cassazione o presidente del Tibet e Dalai lama onorario?

Se accadesse, temo che la cosa non costituirebbe novità tale da scomodare la numerologia ebraica né, tantomeno, l’opinione pubblica.

Che invece, cacchio cacchio -tomo tomo, ritorni dall’aldilà Andreotti?

Questo già potrebbe scuoterci, salvo che quello stesso giorno Belén non si faccia fotografare a Cesenatico, anziché alle Maldive, e magari con indosso un costume intero anziché il solito topless.

Lì sì che crollerebbero le nostre ultime convinzioni e l’opinione pubblica si indignerebbe.

Aumentate l’IMU, tassate le biciclette, gli animali domestici e persino gli alberi di Natale che superano il metro d’altezza ma non levateci la certezza che la gente ricca possa starsene nuda e all’ombra delle palme!

Altrimenti perché darsi da fare per vincere la crisi se, una volta riconquistata l’agiatezza, l’olimpo che ci si prospetta non sono le bianche spiagge tropicali ma una stuoia sdrucita a Igea Marina?

No, dai! Non levateci i sogni né tantomeno gli stereotipi, altrimenti che ‘sto cavolo di mondo finisca per davvero!

(continua il 21 giugno… Sempre che il calendario Maya non fosse indietro di sei mesi)

Vai alla seconda parte dell’articolo

finemondo2

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3 comments on “Sei mesi dopo la (non) fine del mondo – prima parte – Finita la festa gabbato lo Maya

  1. Silvia
    August 7, 2013

    Buongiorno a tutte,

    sono la responsabile di comunicazione Paperblog Italia, media partecipativo online che ha la missione di individuare e valorizzare i migliori blog della rete, e vi contatto tramite commento perché non ho trovato altro modo per farlo.

    I vostri post potrebbero senz’altro arricchire pregevolmente le rubriche del nostro magazine “Per lei” e mi piacerebbe entraste a far parte dei nostri autori.

    Andate a dare un’occhiata sulle nostre pagine a questo link: http://it.paperblog.com

    Sperando di avervi incuriosito, vi invito a contattarmi per ulteriori chiarimenti,

    Silvia

    silvia [at] paperblog.com
    Responsabile Comunicazione Paperblog Italia
    http://it.paperblog.com

    • Desy
      August 8, 2013

      Grazie per l’interessamento, la contatteremo 🙂

    • Desy
      August 8, 2013

      ti confermo di aver aderitoa paperblog italia

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This entry was posted on June 19, 2013 by in Agrodolci and tagged , , , , , , , , , , .
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