Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Cenare insieme è condividere… su Facebook, Twitter, Instagram, Vine…

“Andiamo a cena fuori?” mi scrive un’amica via sms. “È una vita che non ti si vede in giro!” In effetti è vero, ultimamente esco poco, specie con le amiche. Mantengo i contatti con tutte via sms, e-mail e social network vari ma, in quanto a contatto umano, potrei darmi decisamente più da fare. Accetto, risoluta a passare una bella serata di chiacchiere e risate. L’appuntamento è per le 20.30 davanti al ristorante. La mia amica arriva con qualche minuto di ritardo, mi saluta con la mano e sorride. “Davvero ti ha detto così? No, non ci credo!” Chi mi avrebbe detto cosa? Ma che fa, parla da sola? Questi micro auricolari wireless sono grotteschi, sembra di stare in un repartino psichiatrico, con i pazzi che si aggirano conversando con sé stessi. Entriamo mentre lei ancora chiacchiera con l’interlocutore invisibile, una cameriera ci fa accomodare. “Ti devo lasciare, sono a cena con un’amica. Come stai?” domanda finalmente a me. Segue qualche minuto di chiacchiere piuttosto normali, salvo il fatto che, mentre parla,  fotografa con il cellulare il menù, il numero del tavolo e il porta tovaglioli.iphone-per-fotografare-cibo “Che stai combinando?” domando. “Segnalo su facebook che sono in questo ristorante con te.” E meno male che non ho uno stalker personale, altrimenti ora saprebbe dove venire a perseguitarmi. Il telefonino della mia amica (anche se sarebbe più opportuno chiamarlo telefonone, visto che è più grande del menù) emette un fischio.

“Scusa” mi dice, “è il gruppo dello yoga.” La mia amica risponde al messaggio e il telefonino continua a produrre fischi, gemiti e trilli. Mi sembra di cenare su di un flipper apparecchiato! Arriva la cameriera, la mia amica riesce a ordinare continuando a intrattener rapporti con il gruppo della palestra, del corso di spagnolo e di quello di cake design. Mi annoio! Sono uscita di casa nonostante le mille cose da fare per godere di un po’ di contatto umano e, invece, mi ritrovo a guardare una disturbata mentale che accarezza frenetica il display dello smartphone. Mi guardo attorno, anche agli altri tavoli non ferve l’interazione. Quando va bene la gente fotografa i propri commensali, quando va male immortala direttamente quello che ha nel piatto. Arrivano gli antipasti e anche la mia amica non perde occasione di dedicare un servizio fotografico all’insalata russa.

Parla con me!

Parla con me!

“La terza è venuta meglio” dice mostrandomi la sua opera. Ma come sarebbe a dire “venuta meglio”? Nelle prime due foto l’insalata russa era  venuta con gli occhi chiusi? Le foto della nostra cena sono già su facebook, twitter e intagram, i commenti fioccano ma io e la mia amica quasi non ci siamo rivolte la parola.

Vorrei fare una scenata isterica, spaccare i piatti e rovesciare i bicchieri ma mi frena il fatto che, se lo facessi, probabilmente verrei filmata da tutto il ristorante e postata su Vine e Youtube.

Non andrò più a mangiar fuori finché la gente non sarà rinsavita o almeno, fino a quando Jawdat Ibrahim non avrà aperto una succursale del suo ristorante qui in Italia.

Chi è Jawdat Ibrahim? Un eroico ristoratore israeliano che, stufo di vedere scene pietose ai tavoli del suo ristorante, ha deciso di applicare lo sconto del 50% a chiunque spenga il telefonino prima di sedersi a tavola.

La gente non sa più godersi un pranzo in compagnia” spiega il titolare dell’ Abu Ghosh, un ristorante dell’omonima cittadina nei pressi di Gerusalemme. “A volte devo riscaldare le portate perché i clienti, giocherellando col telefonino, si dimenticano di mangiare!” Il risultato della sua campagna di sensibilizzazione alla conversazione “dal vivo” ha riscosso grande successo e molti nuovi clienti, attirati dall’idea di un pasto senza trilli e scampanellii di sottofondo, sono giunti anche da molto lontano. Anzi… quasi quasi, ora chiedo alla mia amica di cercarmi sul suo maledetto smartphone un volo low-cost per Israele.

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This entry was posted on February 3, 2014 by in Patatendenze and tagged , , , , , , , , , .
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