Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Anni ’90: perché non chiama? Oggi: perché non chiama, tweetta, chatta o messaggia? – seconda parte

Negli anni ’90 non c’erano social network, cellulari, tablet e tutte le altre protesi telecomunicative di oggi ma, se non altro, noi ragazze avevamo grandi certezze. Non sto parlando di solidi ideali o della probabilità di trovare un buon posto lavoro, due cose che – come oggi – scarseggiavano entrambe, mi riferisco semplicemente al galateo di comunicazione che imponeva tempistiche piuttosto rigide su modalità e tempistiche delle telefonate. Se conoscevi un ragazzo in disco e gli lasciavi il numero (oggi prima si lasciano i contatti Facebook e Twitter, mentre il numero di telefono è ormai una concessione post coito) sapevi che – da procedura – ti avrebbe chiamato due giorni dopo. C’era anche un poemetto annotato su diari e smemorande (le smemo) che recitava all’incirca così:

Se chiama il giorno seguente è uno sfigato deficiente;

se chiama tre giorni appresso è un fesso e pure bastardo, meglio perderlo che trovarlo;

se chiama dopo due giorni è un tipo da sposare, vedi di non fartelo scappare!donna-telefono-sguardo

Oggi invece, la velocità dei mezzi di comunicazione ha cancellato queste regole. Se stasera usciamo, domani mi aspetto quantomeno un pulcioso sms, un post su facebook, un tweettino di 15 caratteri, un segno di vita intelligente insomma! E se poi non è proprio intelligente, ci si accontenta anche di un segno di vita un po’ cretino, basta che il bastardo si faccia risentire!

Parliamoci chiaro, se oggi lui dice “ci sentiamo” e poi non si fa vivo, ciò non accade perché ha finito i gettoni né perché sua madre sta tenendo occupato il telefono per raccontare alla sorella l’isterectomia della zia Florinda. No, se oggi lui non chiama è perché davvero non gli va di farlo.

E allora che si fa?

Si passano ore a fissare lo schermo del’I-phone cercando di attivare la chiamata/l’sms/il post/il tweet attraverso le onde telepatiche? (“Chiama caro, chiama amore mio, chiama tesoro, chiama brutto pezzo di bastardo!”)

Ma no, siamo donne emancipate, noi non ce ne stiamo in agguato giorni su divani e tastiere del PC, noi quando è ora sappiamo farci parte attiva e chiamiare noi stesse!

Già, ma se lui non risponde?  Be’, in quel caso ostenteremo una dignitosa e signorile indifferenza oppure… gli friggiamo le palle col taser!

Questo è quanto è successo in Florida a Fort Walton, dove una donna è stata arrestata per avere colpito il compagno con uno taser, la famosa pistola “non letale”. La ventottenne, che è anche in dolce attesa, avrebbe scelto di elettrificare il futuro padre di suo figlio per ricordargli che doveva risponderle al telefono quando lei lo chiamava.

Il rapporto della polizia afferma che la donna ha continuato a colpire il compagno, anche quando questi era già a terra. Una scarica di taser per non aver chiamato…. Come cambiano i tempi! Negli anni ’90 un ragazzo che non richiamava al massimo poteva ritrovarsi una riga sulla portiera o le ruote del Ciao sgonfie!

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Patataridens 100 di questi post!

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This entry was posted on March 14, 2014 by in Spirito di Patata and tagged , , , , , , , , .
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