Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Le donne hanno meno prospettive lavorative degli uomini. Colpa della crisi? No, colpa della Barbie!

Hai trent’anni, sei laureata, carina e in gamba ma, nonostante questo, non riesci a trovare uno straccio di lavoro? È inutile mettersi a frignare oggi, avresti dovuto pensarci molti anni fa. Le radici dei tuoi problemi sono da ricercare nell’infanzia. Sai di chi è la colpa di questa situazione? Non certo dei politici che, negli anni ’80 e ’90, hanno vissuto con i paraocchi come se non vi fosse un domani e neppure degli imprenditori che, sempre negli stessi anni, hanno vissuto come se non vi fosse il fisco, né tantomeno puoi incolpare i tuoi genitori che anziché iscriverti a un liceo bi-lingue ti facevano fare le selezioni di non è la rai – no cara – la colpa è tutta tua che, mentre il paese gettava le basi per la futura crisi – ti trastullavi con la Barbie!

ImmagineQuesta bislacca ipotesi arrriva – caso strano – dall’America dove l’ennesima geniale psicologa, certa Aurora Sherman della Oregon State University, ha condotto il seguente esperimento: a un campione di circa quaranta bambine, di età compresa tra i quattro e i sette anni, è stato dato un giocattolo che poteva essere una Barbie all’ultimo grido o il vecchio Mr. Potato, un pupazzetto in voga negli anni ’80 a forma di patata con cappellini, baffi e accessori intercambiabili. Le bambine, dopo aver giocato con i loro balocchi, sono state sottoposte a un test che consisteva nel mostrate loro dieci foto di dieci possibili mestieri chiedendo di scegliere quale delle professioni avrebbero voluto intraprendere nella loro vita adulta. I risultati hanno mostrato come le bambine che avevano giocato con la Barbie indicavano un numero minore di possibili professioni rispetto a quelli scelti dalle bambine che avevano giocato con Mr. Potato.6a00e54eda81ae8833011278d6d14f28a4-800wi

Signore e signorine, magari, la Barbie qualche danno l’ha fatto. Certamente almeno una donna su dieci, nella sua vita, ha compiuto l’insano gesto di platinarsi i capelli, inconsciamente indotta dalla sua bionda amica di plastica, ma in quanto a possibilità lavorative la Barbie non è certo stata di cattivo esempio. Nessuna come la Barbie si è riciclata in così tanti mestieri. La Barbie, nei suoi oltre cinquant’anni di vita, ha fatto veramente di tutto dalla ballerina classica alla manager; dalla veterinaria alla fotografa; dalla rock star alla candidata alle presidenziali.

La Barbie non segue solo le mode ma si adegua ai tempi ed è un modello di flessibilità, quella stessa flessibilità che invocano i politici quando affermano che se non troviamo il lavoro, in fondo è anche colpa nostra che non sappiamo adattarci. Che poi la Barbie abbia esercitato ognuno dei suoi lavori sui tacchi a spillo… be’ nessuno è perfetto!

Proviamo a compiere lo stesso esperimento psicologico su dei bimbi maschi. Diamo a metà di loro un pallone da calcio e all’altra metà una bella macchinina sportiva. Quanto ci scommetterete che a fine gioco molti di loro vorranno fare il calciatore o il pilota di formula uno e nessuno sceglierà di fare l’ingegnere idraulico o l’avvocato?

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