Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Il selfie da Leonardo a instagram, passando per la “smemo”

La prima volta che ho sentito pronunciare la parola Selfie credevo che si trattasse di un detersivo per i piatti poi, ascoltando meglio il discorso, ho capito che si parlava di qualcosa che ci si fa da soli; tipo una di quelle robe che si praticano nel buio della propria stanzetta e, secondo la tradizione popolare, fanno diventare ciechi.
Mi documento: la parola Selfie è apparsa per la prima volta nel 2002 all’interno di un forum di discussioni australiano, e nel 2013 è stata eletta parola dell’anno dai lessicografi dell’Oxford University.
Gli studiosi inglesi hanno riscontrato un incremento dell’utilizzo di questo neologismo pari al diciassettemila per cento rispetto all’anno precedente.d1154b9e3a0c2a88e0e87fced5387ba8
Ma stringi stringi, in che cosa consiste questa grande novità che è il Selfie?
L’Oxford University lo definisce “l’autoscatto fatto usando uno smartphone o una webcam e poi pubblicato nella Rete”.
Insomma, ci si fotografa da soli e poi si condivide l’immagine.
E questa sarebbe una novità?
A stretto rigore, anche Leonardo da Vinci quando disegnò il suo famoso autoritratto stavano facendo Selfie.
Certo, lui non ebbe la possibilità di pubblicare la sua opera sui social network; ma se quell’immagine è giunta sino a noi senza l’aiuto di instagram, vuol dire che in quanto a networking e a self-branding Leonardo la sapeva già lunga.
Balzando avanti di qualche secolo, che dire dei Selfie che negli anni ‘90 ci facevamo con la mitica polaroid? Anche in questo caso la condivisione non avveniva mediante social network ma attraverso uno strumento più primitivo: la Smemoranda.
La “smemo” non era un diario segreto bensì una specie di blog cartaceo che veniva condiviso con tutta la classe e la “cumpa” di amici.la smemo social network anni '90
Sulla smemo si facevano disegni, si scrivevano poesie, si attaccavano fotografie, ritagli di giornale e cartoline.
Più la tua smemo era zeppa di contenuti (oggi li chiameremmo così), più eri figo e tutti ti chiedevano di vedere la tua smemo per poterti lasciare un commento o farti un disegnino.
Un social network bello e buono, insomma, salvo il fatto che funzionava mediante un supporto hardware privo di software.
Se nel 2013 gli studiosi inglesi hanno eletto Selfie parola nell’anno, nel 2014 i ricercatori americani l’hanno definita la patologia psichica più alla moda.
Secondo uno studio della American Psychiatric Association chi fa selfie soffre di “selfite” (selfitis), un disturbo mentale caratterizzato da mancanza di autostima e disturbi della sfera emotiva” .
Adesso chi lo spiega agli studiosi d’arte che Leonardo soffriva di selfite?

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