Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Il lavoro ai tempi della crisi: il funeral planner

Ti accorgi che la crisi ti è entrata dentro quando inizi a fare economia persino nei sogni. Io, per esempio, ultimamente sogno in bianco e nero quando sognare in 3D mi costerebbe uguale (anche se andare a dormire con gli occhialetti sarebbe un po’ scomodo). Ma non dobbiamo auto-limitarci, bisogna pensare in grande e superare la crisi guardando oltre. Oggi il lavoro bisogna inventarselo e i giornali brulicano di storie di gente che “ce l’ha fatta”, mettendo in atto idee bislacche quanto semplici.
In America un ragazzo, per sbarcare il lunario, ha iniziato a fare code a pagamento. Vuoi un buon posto per un concerto ma non hai tempo per fare ore di coda? Vuoi l’iPhone47 ben trentasei ore prima di tutti gli altri? Chiama un “codista” professionista e lui farà la coda al posto tuo! Oggi, dopo circa un anno di attività, il piccolo manager ha ingaggiato ben quindici collaboratori. Già, ma prova a farlo in Italia dove l’unica cosa che non manca alla gente è il tempo, visto che non trova lavoro! E senza lavoro non hai certo la fantasia di metterti in coda per comprare un telefono da milionari che fa foto, video e radiografie toraciche. L’unica coda che puoi concederti è quella all’ufficio di collocamento. Alcune mie conoscenti, spinte dalla necessità e dalla moda del momento, si sono iscritte a dei corsi per diventare wedding planner. Risultato? ImmagineOvviamente nessuno, visto che la gente si sposa sempre meno e, quando si azzarda, lo fa in economia. Insomma, oggi vanno di moda le famose “nozze con i fichi secchi”, purché non siano fichi biologici o a km zero, altrimenti addio risparmio. E poi le mode non bisogna seguirle ma anticiparle. Inutile voler diventare wedding planner oggi, bisognava pensarci vent’anni fa. Il segreto – se non siamo in grado di inventare qualcosa di inedito – è individuare un’attività di moda all’estero e importarla prima che diventi una moda anche da noi.
Volete un esempio di lavoro che all’estero va alla grande ma che in Italia non si è ancora sviluppato? Il funeral planner! Stare tra confetti e tulle è più allegro che languire tra bare e corone funebri, ma se la gente può fare a meno di sposarsi, certo non può evitare di schiattare. Che fa un funeral planner? Esattamente ciò che fa il wedding planner, ovvero pianificare un evento nei minimi dettagli. I suoi clienti non sono necessariamente i parenti del defunto, anzi, il funeral planner in genere concorda l’evento direttamente col “festeggiato”.
Il funeral planner aiuta il cliente a scegliere il modello di carro funebre, il luogo e il tipo di funzione, i fiori, il vestito che più si adatta alla fodera della bara… Insomma, il cliente del funeral planner è un tipo che vuole metter becco persino sulle proprie esequie. Quando si dice “romperebbe le balle anche da morto”.
Vantaggi? Il cliente del Funeral planner, al contrario di quello del wedding planner, non telefonerà dopo la cerimonia per lamentarsi dei fiori che non erano del colore giusto o degli invitati che non stavano seduti nei posti concordati.
Insomma, fare il funeral planner è di gran lunga più facile, l’unica accortezza e farsi pagare in anticipo.

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