Patataridens

Il blog della comicità al femminile

L’evoluzione del “mai più senza”: nasce l’app per non russare

Forse i più attempati lettori si ricorderanno la geniale rubrica “mai più senza” della rivista Cuore; per chi invece non ne ha memoria si trattava di una pagina nella quale venivano prese in esame le più eburnee buffonate in commercio negli anni ’80; dalle mitiche scimmie di mare, agli occhiali a raggi X per vedere oltre i vestiti.
Oggi il mercato continua a pullulare di articoli ridicolmente bizzarri, l’unica differenza è che il livello tecnologico è cresciuto in maniera esponenziale.
Che ne dite, per esempio, delle app per gli smartphone? Ce ne sono di geniali e utilissime, questo è innegabile, ma a furia di inventare varianti, siamo a livelli di idiozia tali da eclissare il balsamo per rendere il petto villoso, le solette per guadagnare cinque centimetri d’altezza e le già menzionate scimmie di mare.
Prendiamo una delle più classiche funzioni opzionali dei cellulari: la sveglia.
Ogni telefonino – anche il più miserabile – è dotato di sveglia programmabile, con orari e suonerie differenziabili per i diversi giorni della settimana. In fatto di sonno cosa si può chiedere di più al proprio telefono? Ancora un sacco di cose a quanto pare, come dimostra l’app Sleep as Android, una sveglia “intelligente” che vi canta la ninna nanna, vi monitora i cicli del sonno e – se siete dei veri pervertiti – li rende noti in tempo reale su twitter e facebook. roncopatia-russamentoOggi non dovete più accontentarti del – già molto patetico – post della buona notte, ma potete notificare in tempo reale a tutti i vostri amici e follower in quale fase del sonno vi trovate. La chicca di questa app è il dispositivo per evitare di russare. Avete presente quando il vostro compagno di branda russa e voi gli fate il richiamo del gattino per farlo smettere? Ora non dovrete più disturbarvi, lo farà direttamente il telefonino. E qui mi sovviene un dubbio: se dormo da sola, il dispositivo “anti-russaggio” è inutile, se invece accanto a me c’è qualcuno l’allarme “anti russaggio” magari farà smettere me di russare, ma aggiungerà un ulteriore stimolo sonoro al poveretto che già deve condividere la branda con una cinghiala grufolante. E che problema c’è? Basta inserire l’auricolare! Ovvio… Salvo svegliarsi avviluppati nel cavo come mortadelle. Qualche anno fa, quando si era diffuso il sospetto (mai confermato e mai smentito) che i cellulari potessero friggerci le cervella, le case produttrici di telefonini non ne hanno forse approfittato per venderci migliaia di miracolosi dispositivi contro le onde elettromagnetiche? Ora che si è allentata la fobia – anche se nessuno ha ancora scientificamente smentito la pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari – ci consigliano addirittura di dormire abbracciati allo smartphone come fosse un orsacchiotto di pezza?

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