Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Ridere, sorridere o urlare ; qual è la miglior medicina per il buonumore?

Abbiamo sentito più volte, ed è stato scientificamente provato, che sforzarsi di sorridere modifica la chimica del corpo e favorisce il buon umore. Inoltre è risaputo che sorrisi e risate sono contagiosi. Gli sportellisti che sorridono, per esempio, hanno meno probabilità di farsi mandare a quel paese, anche dopo ore di straziante coda. In quanto alla risata, è cosa ben nota che una persona che si sganascia, può trascinarsene dietro molte altre. Gli show televisivi pagano dei ridacchia tori professionisti, i telefilm contengono risate registrate al fondo delle scene comiche e persino nei più scalcinati locali di cabaret i comici fanno in modo di avere qualche complice in platea che dia il via alle risate.

Un’altra cosa che, come il sorriso e la risata, si dice che possa giovare all’umore è l’urlo.

Un urlo non aggressivo e ben assestato può liberarci dalle tensioni, e darci una bella scarica di adrenalina ed endorfina.

La Fairleigh Dickinson University (New Jersey) ha compiuto una ricerca per determinare quale tra sorriso, risata e urlo sia più efficace per favorire il buonumore. L’esperimento consisteva in tre sessioni separate di un minuto l’una, nelle quali veniva chiesto alle “cavie” prima di sorridere, poi di ridere e infine di urlare.

Il risultato è stato il seguente: la risata (anche se forzata) è il miglior antidepressivo, secondo posto per il sorriso, mentre l’urlo non ha prodotto variazioni chimiche rilevanti.Immagine

Proviamo a portare questo esperimento fuori dalle aule universitarie e a calarlo nella realtà di tutti i giorni.

Prendiamo una tipica giornata di merda: immaginate di avere aspettato mezz’ora l’autobus sotto la pioggia, di essere bagnati sino al midollo e di infilarvi nell’agognato mezzo pubblico che straripa di poveri passeggeri, stipati l’uno accanto all’altro come olive in confezione sotto-vuoto.

Vi girerebbero le balle… se solo ci fosse lo spazio fisico sufficiente per farle girare.

Provate a sorridere.

Vi sentite meglio?

Forse giusto un pochino, anche perché la gente, vedendo un coglione che sorride come un ebete sta cercando – per quanto è possibile – di prendere le distanze.

Ora incominciate a sghignazzare.

I passeggeri, dapprima sospettosi, ora hanno la certezza di avere a che fare con un matto, e comprimendo se stessi e la circostante materia come in un esperimento di fisica, vi concedono finalmente un po’ di spazio vitale. Missione compiuta: la vostra risata non ha contagiato gli altri passeggeri, ma almeno i loro gomiti non sono più incastonati nelle vostre costole.

Fase numero tre dell’esperimento: l’urlo.

La gente si spaventa e inizia a sbatacchiare qua e là, il conducente accosta, apre le porte e una folla inferocita vi espunge dal veicolo incurante dell’enorme pozzanghera nella quale atterrerete.

Ora (qualora ce ne fosse mai stato bisogno) possiamo scientificamente affermare che è meglio ridere che alzare la voce.

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