Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Le amiche con cui NON andare in ferie – la Selfitica

A grande richiesta – ben 3 persone inclusa mia zia – anche quest’anno torno a parlare delle amiche con cui NON andare in ferie. Luglio è alle porte e questo è il momento nel quale le single, specie quelle un po’ attempate, sono alla disperata ricerca di compagne di viaggio per le loro vacanze.
A vent’anni si va in vacanza con la cricca al gran completo; amiche, amici, coppie e imbucati assortiti; ma col trascorrere degli anni i legami si diradano, gli amici si accoppiano e – talvolta – addirittura si riproducono, e la single a oltranza si ritrova nel terribile dilemma di individuare una compagna di viaggio.Immagine
L’impresa non è facile, inutile negare che dopo una certa età ognuno ha acquisito delle abitudini ormai calcificate che è difficile scardinare. Se a vent’anni in una stessa vacanza potevano convivere mattinieri, nottambuli, sportivi, poltroni, precisini e casinisti, dopo i trenta è di vitale importanza trovare compagni di viaggio molto simili per gusti e stili di vita. Purtroppo, anche quando vi sembra di aver individuato una ragazza con i vostri stessi gusti potrete rendervi conto di essere incappate in una sabotatrice.
Le sabotatrici, come ho già avuto modo di illustrare, sono donne che sino a fine luglio appaiono brillanti e socialmente compatibili, ma che non appena arriverete a destinazione, si trasformeranno in casi psichiatrici da manuale.
Siete delle persone riservate? Volete che ciò che accade in vacanza, rimanga in vacanza? Be’ allora fate attenzione alla “selfitica”. Se vi portate in giro una selfitica , la vostra vacanza sarà trasmessa in tempo reale, e nei suoi più penosi particolari via facebook, twitter, instagram e chi più ne ha più ne condivida.Immagine La selfitica pura pratica soltanto il selfie, ovvero si auto-ritrae di continuo con lo smartphone, ma presa dall’entusiasmo reportistico, potrebbe iniziare a fotografare e condividere qualunque cosa, incluse voi che alle sette del mattino uscite dal bagno con il pigiama di Snoopy e il colorito verdognolo di chi si è beccata un’intossicazione da frutti di mare. La selfitica compulsiva in genere è facilmente individuabile, vi basterà invitarla a un aperitivo e osservarla. Se appena seduta al tavolino si mette a scattare foto con il cellulare al suo wodka-lemon, al piattino degli stuzzichini e a se stessa mentre mastica gli stuzzichini stessi, allora non ci sono dubbi. Ma la selfite e una malattia contagiosa con un’incubazione molto rapida, basta che qualcuno regali al soggetto non ancora selfitico uno smartphone e vi ritroverete a vivere una specie di grande fratello.
Giunge il momento della partenza: la selfitica fotografa le valigie, i biglietti aerei, il taxista che vi conduce in aeroporto, le vostre occhiaie del mattino, la confezione di travelgum, il vostro culo mente salite la scaletta dell’aereo, la salvietta umidificata omaggio della compagnia aerea e l’hostess che fa il suo balletto sulle normative di sicurezza. Poi l’aereo decolla e voi tirate un sospiro di sollievo: ora dovrà spegnere quel maledetto telefonino. E invece no! Perché il suo maledetto smartphone funziona anche in modalità aerea, così la selfitica non si lascerà sfuggire l’occasione di immortalarvi anche mentre, colte dal mal d’aria, vomitate nell’apposito sacchetto. Volete davvero condividere ogni momento della vacanza con centinaia di sconosciuti e – ancor peggio – con amici e parenti? No? E allora avete un’unica soluzione: alla prima occasione rubatele il telefonino. Tanto i turisti li derubano sempre, no? Certo perderete un paio di giorni della vacanza per il disbrigo delle pratiche di denuncia e per umettare le lacrime della selfitica in crisi d’astinenza, ma sarà di gran lunga il male minore. Ah… verso la fine della vacanza, fate in modo che la selfitica rientri in possesso del suo telefonino. Non dovete tenerlo voi, e non lo dico perché rubare è immorale ma per il fatto che beccarsi la selfite è un attimo!

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