Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Bridget Jones e i social network – native informatiche vs. tardive informatiche

“Al mondo esistono due tipi di single, le single per scelta e le single per scelta altrui. La single per scelta è una donna forte, volitiva, che basta a se stessa. In tre parole, la single per scelta SE LA TIRA. La single per scelta altrui, invece, LA TIRA e mai che un colpo vada a segno”. Così incominciava il mio primo spettacolo di cabaret, intitolato per l’appunto “Single per scelta (altrui)”.

Nulla di originale, per carità, quelle della mia generazione, in fondo, sono tutte figlie di Bridget Jones, il personaggio letterario nato dalla’agile penna di Hellen Fielding.

Era il 1995 e la trentenne Bridget, si arrabattava per convincerci (e convincersi) che la condizione di single è la migliore possibile ma, pagina dopo pagina, ci dimostrava che tutti i suoi sforzi avevano lo scopo di appendere la sua “sigletudine” al chiodo. I trucchi e le strategie per trovare l’anima gemella si dispiegavano capitolo dopo capitolo: diete, lingerie, manuali d’autostima. Ma qual è, in realtà, il migliore amico di una single? Non certo l’amico gay – Tom – che tampina e tampona Bridget dal primo al terzo libro. www.inmondadori.itLe vere armi di Bridget sono le telecomunicazioni. Nel primo romanzo, del 1995, Bridget , rientrando dal lavoro, anelava di trovare una lucina accesa sulla sua segreteria telefonica o un fax del Daniel Cleaver o del Mark Darcy di turno. Nel secondo romanzo, del 1999, fa la sua comparsa il cellulare e le paranoie della single più famosa della letteratura si moltiplicano. Ora se “lui” non chiama è davvero perché non ha intenzione di farlo e non perché non l’ha trovata in casa. Il secondo romanzo si conclude con il ricongiungimento con il perfetto Mark Darcy, austero, dignitoso, stra-ricco e salvifico proprio come il signor Darcy di Orgoglio e pregiudizio. Passano gli anni – ben quattordici – ed ecco che la simpatica Bridget torna a far capolino, nel 2013, con il terzo romanzo: “Bridget Jones – un amore di ragazzo”. Il processo di invecchiamento colpisce anche i personaggi letterari e, infatti, la giovane Bridget ha ben 51 anni e, ovviamente, è di nuovo single. Una sorta di nemesi, una specie di maledizione biblica, tanto più che questa volta Mark non l’ha lasciata per un equivoco, come nel secondo romanzo, né per la sofisticata Rebecca o per la gelosia nei confronti del bel Daniel Cleaver. Questa volta Mark se n’è andato sul serio, l’autrice l’ha infatti giustiziato senza pietà, lasciando la povera Bridget vedova e con due figli piccoli.

Ma non si può piangere qualcuno per sempre, nemmeno il più perfetto dei Mark Darcy; ecco perché a distanza di quattro anni dall’infausto evento Bridget decide di rimettersi in pista. I tempi sono cambiati e i mezzi di comunicazione si sono moltiplicati, moltiplicando di conseguenza le nevrosi di una single, specie di una single attempata che deve confrontarsi con le “native informatiche”, ragazze giovani, sode e in grado di gestire migliaia di amici su facebook e di follower su twitter.

“Ore 21,15. I bambini dormono. Oddio sono così sola, senza follower, grassa, affamata e stufa di mangiare quegli schifosi prodotti proteici.”

Questo è lo sfogo di Bridget, una tardiva informatica alle prese con un mondo infinitamente più complicato di quello che, quindici anni prima, l’aveva vista single.

Le comunicazioni si fanno sempre più veloci e, spesso, sono decisamente più veloci di noi. Inviare un messaggio per poi pentirsene è inevitabile, specie se si twitta o se si manda un sms dopo aver trangugiato la solita mezza dozzina di bicchieri di chardonay.

È questo il problema del mondo moderno. – spiega Bridget dopo l’invio di un messaggio avventato – Se fossimo nell’epoca in cui si scrivevano ancora le lettere, non sarei mai riuscita a trovare una penna, un pezzo di carta, una busta, un francobollo e l’indirizzo (…) e non sarei mai potuta uscire alle 23,30 con due bambini a casa che dormono, in cerca di una buca delle lettere”.

Morale della favola? Gli anni trascorrono inesorabilmente veloci e non possiamo rallentarli, ma in quanto ai nostri sistemi per comunicare, quelli sì che li possiamo rallentare.

“Una telefonata allunga la vita” dicevano negli anni ’80, oggi invece possiamo affermare che un tweet accelera l’invecchiamento.

Tacchi e Taccheggi

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