Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Il taccheggio è un vizio, una psicosi o un hobby molto cool?

 “In un grande magazzino, una donna con indosso un elegante tailleur si dirige fiera e sicura verso il reparto cosmetici. Le mani soppesano un rossetto, le dita affusolate svitano il cappuccio e tracciano una linea porpora sul dorso della mano perfettamente idratata. Poi un prurito tra collo e nuca, le guance si riscaldano, l’adrenalina sale e il rossetto scivola nella borsetta Chanel. La donna si volta, un addetto alla sicurezza in uniforme la osserva e lei, per nulla intimorita, cammina verso di lui come se nulla fosse. L’adrenalina è ormai a mille, le vene pulsano forsennate sulle tempie, l’uomo cede il passo e la donna ricambia la galanteria con un sorriso: anche questa volta ce l’ha fatta! “

Sul mio blog dedicato alla comicità al femminile tratto vari argomenti classificandoli sotto diverse categorie: in Spirito di patata  potete trovare notizie divertenti e leggere, in Agrodolce  ci sono argomenti seri trattati in maniera umoristica, in Patatendenze parlo di mode e manie femminili. Da quando è uscito il mio libro, però, sento la necessità – che reprimerò – di inserire una nuova categoria intitolata Me la canto e me la suono.

È sempre difficile – e spesso controproducente – parlare di se stessi senza rischiare di fare la figura barbina di quell’oste a cui si chiede se il vino e buono, tuttavia mi concederò questo attimo di auto-celebrazione per parlarvi di Tacchi e Taccheggi, il mio romanzo comico caustico edito da Golem Edizioni e approdato nelle librerie dal primo settembre 2014.1555372_289503081243371_337885187767837528_n

Tacchi e Taccheggi è nato a Torino, sulla linea tranviaria 10. Un borsaiolo ha cercato di sfilare il portafoglio a un passeggero, ma è stato così maldestro da farsi scoprire. Dopo un po’ di trambusto, ho intercettato qualche brandello di una conversazione bisbigliata da due voci femminili che dicevano all’incirca: “Io ormai non borseggio più, con la crisi c’è troppa improvvisazione, è pieno di principianti che si fanno beccare”. E l’altra ha risposto: “Io ogni tanto sgraffigno qualcosa al supermercato, ma giusto per divertimento, non si campa di taccheggio”.

Mi sono voltata per individuare le signore e – sorpresa – ho visto che erano due tizie assolutamente normali, tra i trenta e i quarant’anni e di aspetto piuttosto curato. Così mi è venuta in mente una storia comica femminile dove le protagoniste non sono stiliste, avvocatesse modaiole o giornaliste rampanti ma “normalissime” taccheggiatrici e borsaiole.

Per addentrarvi nel mondo del taccheggio e del borseggio, senza rischiare di rimetterci il portafogli, vi invito ad ascoltare la mia intervista su Radio Energy per la trasmissione Volta pagina.

E se – bontà vostra – voleste leggere Tacchi e Taccheggi, potete trovarlo (o ordinarlo) nella vostra libreria preferita, o acquistarlo nei principali e-store.

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