Patataridens

Il blog della comicità al femminile

“Nessuno può toglierti il sorriso” di Valentina Pitzalis – la violenza si combatte a colpi di ali di pollo

Nella vita tutti commettiamo degli errori ma il destino non è un buon contabile; qualcuno non paga i propri sbagli, mentre altri li pagano con interessi degni della peggior Equitalia.

Il 18 aprile 2011, una bella e fiera ragazza sarda di nome Valentina Pitzalis si reca dall’ex marito per consegnargli dei documenti. Manuel, il grande amore di Valentina, le aveva dato molte buone ragioni per non fidarsi più di lui, ma in fondo si trattava solo della consegna di un documento e poi, in anni di vessazioni psicologiche, mai aveva osato alzare un dito contro di lei.

Un breve incontro, Manuel accoglie la ex moglie in maniera cordiale ma di colpo la situazione precipita: la porta si chiude alle spalle di Valentia, un liquido maleodorante – che poi si scoprirà essere cherosene –  le si riversa addosso e in un attimo la ragazza e avvolta dalle fiamme.

Quel giorno Valentina è morta, o meglio è morta la ragazza bella e indipendente che sino a quel momento era stata.

Dopo il rogo, che ha tolto la vita all’ex marito, Valentina si risveglia in ospedale senza più un volto, con una mano amputata e l’altra gravemente compromessa. Oggi Valentina, dopo anni di cure amorevoli ma dolorosissime, sta pian piano cercando di recuperare la sua indipendenza e la sua vita.

Ma la “vecchia” Valentina non è morta in quella tragica sera del 2011; il suo processo di morte, come spiega Valentina stessa nel suo splendido libro Nessuno può toglierti il sorriso edito da Mondadori, è iniziato molti anni prima quando, nel tentativo di scongiurare la gelosia del marito, gli ha accordato alcune concessioni a scapito della sua libertà e dignità personale.

“Per dimostrargli che non avevo nessun segreto” scrive Valentina, “commisi quello che sarebbe stato il mio primo grande errore: gli consegnai il mio cellulare”.

Gli errori sono come le ciliegie, uno tira l’altro e così, concessione dopo concessione, Valentina si ritrova segregata in casa senza la possibilità di comunicare con il mondo esterno.

Forse Valentina avrebbe potuto trovare il modo di avvertire la sua famiglia ma un po’ per orgoglio, un po’ nella speranza che le cose potessero cambiare, si chiuse nel silenzio commettendo il suo ennesimo grave errore.

Ovviamente non sto giudicando le scelte di Valentina, lei stessa nel suo libro etichetta questi episodi come errori, e lo fa nella dichiarata speranza che le donne che stanno commettendo gli stessi sbagli siano in grado di riconoscerli.

Ora qualcuno dei miei lettori dirà: “Ehi, un momento… Ma questo non è Patataridens, il blog dedicato alla comicità al femminile? Questo non è il blog dove di solito leggo articoli divertenti sulle manie delle donne, i problemi di coppia, le diete e altre stupidaggini? Fatemi un po’ controllare l’indirizzo… E sì, sono proprio su Patataridens. Ma come gli è venuto in mente a “quella là” di inserire nel suo stupido blog la tragica storia di una povera infelice? È una scelta bizzarra e – diciamolo – anche di cattivo gusto!”

Be’ caro lettore, se mi permetto di parlare di una vicenda tanto tragica sul mio blog comico, è proprio per il fatto che Valentina non è affatto una “povera infelice” bensì una donna piena di umorismo.

Non crediate che la lettura del suo libro possa essere un pugno nello stomaco; certo alcune parti vi faranno accapponare la pelle e stringere il cuore, ma altre vi faranno sorridere e, talvolta, vi strapperanno addirittura una risata.valentina-pitzalis-253312_w650

Io, per esempio, non ho potuto fare a meno di  ridere quando Valentina racconta di come ha combattuto le orribili allucinazioni che affollavano la sua degenza, con il metodo “Ally Mac Beal”, altrimenti detto “Ali di pollo”.

“In una puntata” spiega Valentina, “Ally racconta alla sua analista di vedere un neonato che cammina accanto a lei e la segue ovunque. La psichiatra, che mi era parsa allora più pazza della sua paziente, le consiglia di affrontare la situazione e di recuperare lucidità con una parola magica.”

Così Valentina decide di trovare la sua parola magica e di combattere le spaventose allucinazioni a colpi di “ali di pollo”.

“Arrivava l’allucinazione?” dichiara Valentina, “Io immaginavo un forno, un bel forno caldo dal quale usciva un’ala di pollo gigante che faceva “Puff”… e l’incubo volava via con lei”.

Valentina scherza su tutto, anche sul suo naso e sulle sue orecchie che non ci sono più. In una presentazione del suo libro, per esempio, ha indossato un cerchietto munito di orecchie di peluche dicendo: “Metto queste orecchie visto che le mie non le ho più”.

Qual è il segreto di tanta forza d’animo? Be’ i segreti sono certo più d’uno: una bella famiglia, un carattere forte e determinato, tanti bravi dottori che l’hanno aiutata…

Una delle armi di Valentina, però, è indiscutibilmente l’ironia.

“Se non continuassi a sdrammatizzare ogni tanto” spiega Valentina scherzando sulle protesi che dovranno impiantarle, “oggi sarei già in un centro per malati di mente”.

La filosofia di Valentina è geniale quanto semplice: “La realtà è questa, quindi che io l’affronti col sorriso o con le lacrime, la situazione non cambia”.

La vita è più bella quando si sorride e diventa splendida quando si ride, ecco perché vi consiglio – anzi vi prescrivo – il libro di Valentina.

Una valanga di emozioni vi travolgerà: dolore, rabbia, impotenza, ma anche tenerezza e ilarità e quando chiuderete il libro, lo farete con un autentico e prezioso sorriso stampato sul volto.

Tacchi e Taccheggi

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