Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Collant pelosi per scoraggiare lo stupro – imbruttire vuol dire proteggere?

Ci sono fenomeni che non si riescono a debellare e allora la gente cerca di attuare delle difese per conto proprio. Pensiamo ai furti negli appartamenti. C’è chi non fa nulla e spera in bene, chi installa degli antifurto più costosi della casa e chi addirittura si compra una pistola grazie alla quale, con buona probabilità, finirà per gambizzare il postino.

C’è poi chi per scoraggiare i ladri cerca di non dare nell’occhio e prende accorgimenti per rendere la propria casa il meno attraente possibile. Alcuni siti specializzati consigliano di non esagerare con facciate vistose, giardini lussureggianti e costosi accessori tipo cancelli automatici o nani da giardino griffati. collant anti stuproA quanto pare imbruttire equivale a proteggere ecco perché, specie in alcuni paesi particolarmente a rischio, molte donne cercano di scongiurare lo stupro rendendosi il meno attraenti possibile. Che non ci si debba vestire in maniera provocante quando si esce da sole ce lo hanno ripetuto sin dall’asilo, ma qui non stiamo parlando di infagottarsi in felpe e pantaloni bracaloni, bensì di indossare un accessorio in grado di togliere al potenziale aggressore qualunque fantasia, ovvero un bel paio di collant pelosi. L’idea nasce in Cina, dove i peli scarseggiano (anche sui corpi maschili, tra l’altro) ma gli stupri abbondano. Il dispositivo anti aggressione consiste in un paio di pantacollant color carne, impreziositi da un abbondante corredo di peli da far impallidire un pastore sardo. La domanda che mi pongo è: come si indossa il dispositivo antistupro? In bella vista sotto la gonna? Non credo che in un paese dove – come ho già detto – i peli sono rari quanto gli asini volanti, una giovane asiatica possa risultare credibile sfoggiando una minigonna dalla quale sbucano due gambette villose. A meno che gli stupratori cinesi non siano davvero stupidi, dubito che possano cascarci. Allora forse i collant sono concepiti per essere nascosti sotto i pantaloni, in modo da non scoraggiare i corteggiatori “onesti”, ma di far scappare a gambe levate esclusivamente il bruto una volta strappati gli abiti. Anche questa ipotesi però mi lascia perplessa. Non conosco a fondo la psicologia di uno stupratore medio (grazie al cielo), ma immagino che una volta ghermita e immobilizzata la preda, non siano certo un paio di migliaia di peli a dissuaderlo. Insomma, danno estetico e rischio inalterato.

Nonostante le mie perplessità, non intendo assolutamente criticare l’inventore del prodotto, d’altronde se i governi non si impegnano seriamente per risolvere – o quantomeno attenuare – un pericolo vecchio come il mondo, allora ogni rimedio, anche il più stupido, è ben accetto.

Tacchi e Taccheggi

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This entry was posted on November 17, 2014 by in Agrodolci and tagged , , , , , , , .
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