Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Dubai: ogni chilo perso vale oro

Avete presente quelli che si lamentano dell’Italia (ma che intanto da qui non si muovono) elencando tutti i motivi per i quali il nostro è il più ostile tra i paesi del globo? Non che molte delle loro lagnanze non abbiano fondamento, ma talvolta, quando sento le loro infinite omelie sul tram o in coda alla posta, sogno che questi individui possano essere trasportati, anche per una sola giornata, in qualche paese dell’Asia o dell’Africa dove la gente non ha il tempo di lamentarsi, avendo preoccupazioni decisamente maggiori delle nostre.Dubai, dimagrire frutta oro

Questi soggetti sono attivi da sempre, oggi è la crisi a tormentarli (e la crisi c’è, nessuno lo nega) ma in ogni epoca hanno trovato i loro spunti di lamentazione.

In Italia non c’è lavoro, non puoi metterti in proprio perché le tasse ti uccidono, i servizi pubblici fanno schifo, le strade sono piene di buche, la scuola non funziona, la sanità è un papocchio!

All’estero invece…

E in questi discorsi “l’estero” diviene una sorta di eldorado, geograficamente e politicamente non identificato, dove i cittadini sono trattati con i guanti, nutriti, calzati e vezzeggiati dai loro premurosi governi.

Mi sono chiesta tante volte dove si ubichi questo fantomatico “estero” nel quale la gente gode di questi strabilianti vantaggi e oggi, forse, credo di averlo individuato.

Tolti i paesi davvero poveri, quelli cioè dove si muore di fame, uno dei sintomi del dilagare della miseria in un paese, pare essere l’aumento dell’obesità tra i cittadini.

Sembra un controsenso ma è così, la crisi fa ingrassare. L’alimentazione si orienta su cibi economici a base di carboidrati e grassi e l’attività fisica si riduce ai minimi termini.

Un paese magro, insomma, è un paese ricco, e un governo che si preoccupa di mantenere la sua popolazione in forma è un paese premuroso e illuminato.

Ma come fa un governo a convincere i propri cittadini a tenere sotto controllo il giro vita? Forse con campagne di informazione che mettano in guardia la popolazione sui rischi dell’obesità? Ma no, questo si fa anche in Italia da anni e, diciamocelo, non ha sortito grossi risultati. Che il grasso faccia male è cosa nota, ma che un untuoso hamburger costi molto meno di un sanissimo filetto è una realtà altrettanto inconfutabile.

Non basta dire alla gente che è grassa per farla dimagrire, bisogna esporsi di più, offrire qualcosa per incentivare il calo di peso corporeo.

Ed ecco la parola magica, quella ripetuta incessantemente dai lamentosi dei tram: incentivi.

Nell’immaginario “estero” del lamentoso da tram, piovono incentivi e aiuti in denaro ai cittadini che desiderano aprire un’attività, incominciare un percorso di studi, fare un secondo figlio, comprarsi una casa…

Neppure il lamentoso da tram, però, ha mai potuto ipotizzare che un governo arrivasse addirittura a fornire incentivi in denaro (anzi, in oro) ai cittadini che perdono peso.

L’emirato di Dubai, l’estate scorsa, ha infatti indetto una costosa iniziativa che prevedeva di riconoscere ai cittadini un grammo d’oro per ogni chilo perso. I grammi diventavano due in caso di cittadini sotto i quattordici anni d’età.

Il requisito per partecipare al concorso era quello di essere realmente obesi, l’emirato infatti intendeva migliorare la salute dei propri cittadini, non certo dare man forte all’anoressia e alle ossessioni per l’aspetto fisico.

All’iniziativa si sono iscritti 28.000 cittadini di Dubai, che complessivamente si sono guadagnati circa quaranta chili d’oro. A Dubai sono stati pertanto persi 40.000 chili di grasso superfluo, pari a circa un chilo e mezzo per ogni partecipante.

Giunge ora il vostro momento, cari lamentosi del tram, da oggi potrete aggiungere al vostro repertorio che “all’estero” ti pagano per dimagrire, mentre qui in Italia un giorno o l’altro, s’inventeranno una nuova imposta con la quale tasseranno gli obesi, con aliquota crescente secondo il grado di obesità.

Tacchi e Taccheggi

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