Patataridens

Il blog della comicità al femminile

5 gennaio, al via la prova costume (lo dicono le multinazionali)

Era il 5 gennaio 2015, mi aggiravo serafica tra le corsie del minimarket vicino a casa, godendomi l’ultimo scampolo di vacanze natalizie. Cataste di panettoni giacevano ignorate dagli avventori, nonostante l’offerta “compri uno e ti mando a casa il furgone a consegnarti tutti gli altri in omaggio”. I panettoni sono tra i dolci più ingombranti che la gastronomia abbia mai concepito, quando stanno nella loro scatola trapezoidale non riesci a collocarli in nessun pensile, e quando decidi di eliminare il cartone ti rendi conto che la cubatura non varia poi di molto. prova costume a gennaioSe il panettone non ti piace e non trovi né il coraggio di buttarlo (che non è una bella cosa), né qualcuno disposto ad adottarlo, te lo ritroverai a vagare per casa da un angolo all’altro e finirà per osservarti da sopra i mobili della cucina fino al mese di aprile, quando verrà sostituito da una colomba pasquale. Inoltre, dopo le feste, caloricamente parlando giunge il momento di darsi una calmata. Non dico di mettersi a dieta ferrea, ma quanto meno di fare in modo che il quantitativo di verdure e proteine ingerite sia almeno pari a quello di torroni e pandoro. Le multinazionali conoscono bene questa sindrome da “senso di colpa post natalizio” e infatti, dal giorno di santo Stefano, le pubblicità delle leccornie festive hanno ceduto il passo a spot di yogurt cagarelli e prodotti light che invitano la gentile clientela femminile a disintossicarsi.

Disintossicarsi poi mi sembra un termine un po’ forte; d’accordo ho ingollato un paio di pandori, ma quella polvere bianca che ci stava sopra era zucchero a velo, mica cocaina.

Ma se accetto con pacata rassegnazione le raccomandazioni a rimettermi in carreggiata, una cosa non posso proprio tollerarla, ovvero che al 5 gennaio, quando la befana è in volo sul mio testone e il cenone di capodanno ancora piroetta nello stomaco, già mi si inciti a prepararmi per l’estate.

Sulla confezione di cerali per la colazione, che fino a pochi giorni fa mostravano immagini natalizie, il 5 gennaio già ammiccava la solita figona col pancino a vista che incuteva nell’appesantita clientela il terrore della prova costume. Ma quale prova costume, mancano sei mesi abbondanti. Costume per costume, aspettate almeno che porti in tintoria quello di Babbo Natale!

Se non altro quando a luglio mi renderò conto di avere ancora su cosce e fianchi i panettoni di Natale, non potrò accusare le multinazionali di non avermi messo in guardia per tempo.

Comicità in lutto

Comicità in lutto

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