Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Small penis pride

Ormai siamo abituati a sentire proclamare l’orgoglio per qualunque cosa. Il primo e più famoso pride è stato quello dei gay, poi è arrivato il bike pride, il nake pride, il single pride, il fat pride…

Insomma, ai pride ci abbiamo fatto il callo e ormai nulla più ci stupisce… o quasi.

Dall’Inghilterra arriva infatti lo Small Penis pride.

L’idea nasce dal quarantottenne inglese Anthony Smith che ha organizzato per il 7 marzo una festa per combattere i complessi legati alle dimensioni – come dire? – della propria strumentazione di bordo.metro-msn-640x640x80

La festa del grande pene piccolo ha l’obiettivo di dimostrare che certe “piccolezze” possono essere vissute serenamente e con sano umorismo.

A causa del dilagare della pornografia, spiega il signor Smith, le dimensioni sono causa di disagio e talvolta di depressione; al punto che le statistiche registrano un forte incremento di interventi di falloplastica per allungare il pene di qualche centimetro.

A questo punto mi pongo due domande:

1)                Quando si allunga artificialmente il pene, quel che si guadagna in lunghezza lo si perde nel calibro? Se in natura “nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma” la mia domanda non è poi così balzana.

2)                Per quanto riguarda il complesso da confronto con la pornografia, chi guarda in genere i film porno? Non dico che tutte le donne ne siano immuni, ma è risaputo che la stragrande maggioranza di consumatori di pellicole pornografiche siano gli uomini. È pertanto molto difficile (o quantomeno davvero raro) che una donna metta a confronto la sua ultima conquista con la sua pornostar preferita. Non voglio affermare che crearsi dei miti e divenirne schiavi sia una prerogativa soltanto maschile, è risaputo che molte donne per piacere all’altro sesso cerchino di ottenere il fisico scheletrico delle indossatrici, ma come le donne non sono le consumatrici tipiche dei porno, così gli uomini non sono gli spettatori abituali delle passerelle di haute couture.

Che la sindrome da pene piccolo sia causata dai porno o da altro trauma, secondo Smith la soluzione resta la medesima: umorismo e autoironia.

Il costo del biglietto della festa sarà proporzionato alla lunghezza (dichiarata!) del pene. Chi vorrà farsi passare per superdotato dovrà pertanto sborsare una cifra proporzionale alla sua sbruffoneria.

Anche le donne sono invitate al party e la loro affluenza risponderà a un’annosa domanda: per le donne le dimensioni contano?

Tacchi e taccheggi amazzon

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