Patataridens

Il blog della comicità al femminile

A otto anni sposa una sessantunenne per placare gli antenati

Ci si sposa per i parenti, è risaputo. Una zia pedante esorterà la nipote a sposarsi sino… sino al giorno delle morte (probabilmente di entrambe). Per fortuna sono nata in Europa, dove l’ingerenza dei parenti dura, un po’ come i matrimoni, “finché morte non ci separi”. In alcune culture, invece, la persecuzione dei parenti può proseguire ben oltre alla morte.10614128_811021702270272_8203685643937946806_n

In Sudafrica, per esempio, un bimbo di 8 anni è stato costretto a sposare una donna di 61 per placare la rabbia degli antenati. Un “antenato morto” dall’aldilà ha ordinato di placare gli spiriti maligni, facendo sposare Sanele Masilela di 8 anni, con la 61enne Helen Shabangu. Fortunatamente si è trattato di un matrimonio solo simbolico e non vincolante.

Nozze simboliche, d’accordo, ma non per questo meno sfarzose: la tarda sposa era addobbata da fresca verginella, mentre lo sposino era vestito come si abbiglierebbe Ken per condurre all’altare Barbie.

La famiglia dello sposino è stata messa sotto accusa, ma si è difesa sostenendo di aver sottoposto il piccolo a un tale stress psicologico unicamente per placare gli antenati, ed evitare disgrazie ben peggiori.  Anche la sposa tardona ha difeso le nozze: “Sanele era felice di sposarmi”.

Be’ per farsi un’idea della felicità del bambino, basta guardare una qualunque delle foto dell’album di nozze,nelle quali il sereno sposino esibisce invariabilmente un maestoso broncio.

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