Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Ritardi aerei: come la gente reagisce a un disservizio, ovvero la saga dell’individualismo

 Dicono che la gente non sia sensibile ai problemi altrui, e per quanto mi riguarda credo che sia vero. Io per prima non riesco – e nemmeno mi sforzo – di immaginare come sarebbe stare nei panni di qualcun altro. Talvolta però, anche quando i panni sono gli stessi, quando cioè si è tutti sulla stessa barca, insomma, quando si vive la medesima situazione, la sensibilità e la percezione del nostro prossimo non aumenta.

Martedì 15 aprile, alle cinque del mattino, fresca come un’insalata russa tenuta fuori dal frigo per tre giorni, affrontavo un’inenarrabile coda ai controlli di sicurezza dell’aeroporto di Torino – Caselle. Ero arrivata con un largo anticipo, ma la coda stava annullando il mio vantaggio. Ovviamente tanti altri viaggiatori stavano vivendo il mio medesimo disagio; tutti guardavano con impazienza l’orologio, rispettando scrupolosamente la fila, finché un esecrabile tamarro ha iniziato a scavallare la coda con sprezzante faccia da culo.ritardi aerei

Un signore anziano l’ha fermato – anzi, diciamo pure che l’ha gambizzato col trolley –  e il succitato tamarro ha berciato spazientito: “Mi faccia passare, devo prendere un aereo”.

Ma va?

Che cosa originale! Pensi che invece noi siamo qui in coda per ritirare una raccomandata!

I controlli di sicurezza intanto procedevano piuttosto spediti, e nel giro di mezz’ora mi sono ritrovata sull’aereo, comodamente seduta sul mio sedile lato finestrino. Alle 6.50, dopo gli immancabile balletti di sicurezza delle hostess, l’aereo si è puntualmente messo in moto, ma a metà della fase di rullaggio la carlinga è stata invasa da un inquietante lezzo di benzina. L’aereo si è quindi fermato, ritornando ai box per i doverosi accertamenti.

La richiesta del capitano di scendere dal velivolo e di ritornare al terminal è stata salutata da brontolii di malcontento, tra i quali si è innalzato lo starnazzare di un altro tamarro che gridava: “Io devo andare a Roma!”

Ma va?

Che cosa singolare su di un volo Torino – Roma!

L’aereo ospitava quasi 200 passeggeri e, salvo qualcuno non avesse in programma di paracadutarsi prima dell’atterraggio, tutti eravamo diretti a Roma.

Lei signor tamarro ha fretta?

Be’ chiunque prenda il volo delle 6.50 in genere un po’ di fretta ce l’ha, altrimenti avrebbe preso il volo di metà pomeriggio.

Come dice signor tamarro? Lei a Roma deve andarci per lavoro?

Altra cosa originalissima! Ci guardi, siamo tutti grigi d’abito e d’incarnato, e se non ci sfaldiamo per la stanchezza è solo grazie alle giacche grigiastre, che tengono insieme le nostre membra a mo’ di esoscheletro. Le sembra che noi si abbia il volto rilassato tipico del turista? Vede delle infradito ai nostri piedi? E le valigette nere che ci portiamo dietro, hanno l’aria di essere borse da spiaggia?

L’aereo ha preso il volo a mezzogiorno (complimenti all’Alitalia!), circa 6 ore dopo il previsto.

In tutto questo me ne sono rimasta buona buona (anche perché non è che facendo la cattiva avrei migliorato la situazione), seduta su di una sedia, a lavorare col PC portatile, e a sognare una sigaretta…

Già, perché all’aeroporto di Caselle l’area fumatori non esiste, e se vuoi fumare devi uscire all’esterno, per poi rifare i controlli di sicurezza, magari incontrando un altro tamarro che, siccome deve prendere l’aereo, ti passa sulla testa per accorciare la fila.

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