Patataridens

Il blog della comicità al femminile

1100 caffè per infrangere la barriera del “virtuale”

Ormai chiunque conta migliaia di “amici” sui social network, ma quante sono le conoscenze effettive che ognuno può avere? Sociologi, antropologi, primatologi e un sacco di altri studiosi col suffisso in “ologi”, sostengono che il numero delle effettive relazioni che un individuo può davvero intrattenere si aggiri attorno alle 150 conoscenze.

Si tratta del famoso (famoso quantomeno per sociologi, antropologi, primatologi e altri studiosi col suffisso in “ologi”) numero di Dunbar, una quantificazione numerica del limite cognitivo teorico che concerne il numero di persone con cui un individuo è in grado di mantenere relazioni sociali stabili ed effettive, ovvero relazioni nelle quali una persona conosce l’identità di ciascuno e come quel “ciascuno” si relaziona con le altre persone.

Sarà che non sono una sociologa, antropologa, primatologa o altra studiosa col suffisso in “ologa” ma a me questa storia del numero di Dunbar mette un po’ di tristezza e poi, se devo essere sincera, non ci credo neppure così tanto. Non voglio sostenere che i miei mille e spingi amici su facebook siano effettivi, e per la testa marcia che c’ho io che dimentico nomi e facce, forse il numero di Dunbar mi sta persino largo, ma mi piace pensare che, anche grazie ai nuovi media, la nostra sfera cognitiva si stia pian piano ampliando.1000 caffè

Insomma, i limiti prefissati mettono sempre a disagio, e che qualcuno, seppur su autorevoli basi, abbia fissato a 150 il numero massimo delle mie relazioni effettive mi turba un po’.

Questo è ciò che deve aver provato anche un certo Matt Kulesza, che una volta superato il tetto dei mille amici su Facebook, ha deciso di provare a incontrarli tutti quanti, bevendo con ciascuno di loro un caffè. Matt ha aperto un blog, nel quale pubblica le foto dei suoi “caffè” con ognuno degli amici di facebook e una breve descrizione dell’incontro e dei tratti della persona incontrata.

“Ho iniziato a invitarli a bere un caffè” spiega il blogger, “per vedere chi sono veramente e conoscerli un po”.

Matt ha dato via al suo progetto l’autunno scorso e ha pianificato di terminare il suo giro di caffè in circa tre anni, tempo durante il quale dovrà incontrare almeno un amico digitale al giorno. Dopo questi mille e più caffè, riuscirà il socievole Matt a costruire qualche nuova ed effettiva relazione, oppure le facce virtuali, una volta divenute reali, rimarranno comunque vuote conoscenze alle quali è difficile attribuire nomi, facce e caratteristiche?

Chissà cosa rimarrà davvero a Matt di questi mille e più incontri, a parte le palpitazioni causate da tutta quella caffeina.

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