Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Parlare in pubblico? Roba da ridere! Pillole di public speaking (seconda parte)

Nella prima pillola di public speaking ho accennato ai tre strumenti della comunicazione: viso (espressioni.), corpo (postura), e voce.

In genere il problema che più si pongono i miei studenti è la voce e, nella fattispecie, il suo volume. Il volume della voce, in realtà, non deve essere la prima delle preoccupazioni di chi desidera parlare in pubblico, e questo essenzialmente per due motivi:

  • molto spesso quando si parla in pubblico si è muniti di microfono e, in tal caso, al volume non dovrete pensare voi visto che ci penserà il microfono stesso (anzi, prestate orecchio alla vostra voce e occhio alle espressioni del pubblico, la tentazione di molti oratori è quella di gridare dentro al microfono, tramortendo i poveri ascoltatori).
  • Anche quando non siete muniti di microfono, non dovete declamare con voce baritonale e impostata, come se foste Vittorio Gasman che recita l’Adelchi. Una voce chiara e ben articolata è in grado di coprire ottime distanze.

Come rendere la propria voce chiara e ben scandita?

Per ottenere una dizione chiara è necessario articolare bene le parole senza mangiarsele, di modo che ognuna risulti ben distinta dalle altre. L’articolazione delle parole non è affidata, come spesso si è portati a credere, alle sole labbra. Le labbra devono dare la “rifinitura”, ma le parole prendono forma grazie a decine di muscoli facciali che neppure siamo consapevoli di avere. Quando un oratore biascica, evidentemente è perché sta muovendo poco le labbra e ancor meno i muscoli facciali preposti alla fonazione. Per educare i nostri muscoli facciali a masticare bene ogni sillaba, sarà quindi necessario far fare loro un po’ di allenamento.

Ecco uno degli esercizi di masticazione che faccio eseguire durante i miei corsi di public speaking. L’esercizio è molto semplice ma dà risultati davvero notevoli e veloci.

  • Prendete una matita e infilatela tra i denti, così come sta facendo il nostro simpatico modello nella foto. Non stringete troppo. La matita non dovete mangiarla (tra l’altro non credo che ingurgitare del legno e della grafite possa migliorare la vostra chiarezza espressiva).cane-con-occhiali-e-matita
  • Prendete un libro o un giornale e incominciate a leggere una paginetta ad alta voce, continuando a tenere tra i denti la matita (inizialmente potrà cadervi). Lo sforzo di articolare le parole senza muovere le mandibole vi costringerà a far lavorare tutti i muscoletti pigri che concorrono all’articolazione delle parole.

Un giorno un mio studente un po’ naif mi chiese come avrebbe fatto a farsi capire parlando con una matita in bocca… e be’… chiaramente questo è un esercizio che va praticato nell’intimità della propria stanzetta, salvo ovviamente che non desideriate essere internati.

L’ideale è eseguire questo esercizio tutti i giorni per qualche minuto, per almeno un paio di mesi e – avendone la possibilità – anche una mezzora prima d parlare in pubblico (sarà un ottimo riscaldamento vocale).

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Ah, un effetto collaterale molto piacevole di questo esercizio, è che la stimolazione dei muscoli facciali contrasta anche l’insorgere delle rughe.

Due piccioni con una fava.

A presto con la terza pillola di public speaking.

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