Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Il diario di Anna Frank – pagine scritte per ridere e far ridere

Il voler inserire in un blog dedicato alla comicità femminile, un articolo per celebrare il giorno della memoria potrà sembrarvi fuori luogo, se non addirittura irrispettoso, ma non fermatevi alle apparenze.

A scuola nessuno di noi ha potuto esimersi dal leggere alcuni brani del diario di Anna Frank e, generalmente, gli stralci selezionati dagli insegnanti erano tra i più lacrimevoli. Se fosse sopravvissuta all’olocausto, Anna non avrebbe affatto apprezzato il tono patetico e drammatico con il quale si parla di lei e della sua storia.anne_writing

Anna era una ragazzina vivace e dotata di molta ironia, uno dei messaggi ricorrenti che troviamo tra le pagine del suo diario è proprio quello di scherzare e tenersi allegri, nonostante le avversità.

Quando sarà passato un po’ di tempo però – scrive Anna all’inizio della sua permanenza nell’alloggio segreto – riprenderemo a scherzare e a prenderci in giro. Non serve né a noi né a quelli che sono fuori se restiamo tristi come siamo adesso.

Anna crede fermamente nell’importanza dell’umorismo, specie in una situazione tanto tragica come quella di chi vive nascosto, per potersi salvare la vita.

Una bella risata di cuore servirebbe più di dieci pillole di Valeriana, ma ormai ci siamo quasi dimenticati come si fa a ridere.

È proprio per ricordare a se stessa e ai suoi compagni di sventura “come si fa a ridere” che Anna trascrive – spesso mettendole in parodia – le piccole e grandi vicende dell’alloggio segreto.

Cara Kitty,

questa mattina sono stata di sopra. Avevo promesso alla signora di leggerle qualche storiella. (…) le ho letto anche alcuni brani dell’alloggio segreto e tutti si sono sbellicati dalle risate.

E poi, sempre a proposito dell’alloggio segreto, Anna scrive:

Ogni privazione nel mio diario la descrivo come un divertimento. Mi sono presa l’impegno di condurre una vita diversa dalle altre ragazze (…) ed è la ragione, la sola ragione, per la quale nei momenti più pericolosi devo ridere della buffa situazione.

L’umorismo, per la giovane scrittrice, si cela ovunque; anche nelle preoccupanti notizie trasmesse dai radiogiornali.

Il Furher di tutti i Germani ha parlato davanti ai soldati feriti. (…) Le domande e le risposte erano più o meno di questo tono:

– Heinrich Scheppel, agli ordini.

– Ferito dove?

– Nei pressi di Stalingrado.

– Che genere di ferita?

– Entrambi i piedi congelati e frattura al gomito destro.

Proprio così la radio ci ha trasmesso la grottesca sceneggiata. I feriti sembravano orgogliosi delle proprie ferite, più ne hanno e meglio è. Uno si è talmente commosso per aver potuto stringere la mano al Fuhrer (sempreché l’avesse ancora) da non riuscire più a spiaccicare parola.

Anna ha la dote di rinvenire tracce di ridicolo e comico anche tra le pieghe degli eventi più critici.

Cra Kitty,

(….)

Adesso voglio spiegarti un sistema anti sparatorie nuovo di zecca: quando gli spari sono forti si corre verso la scala di legno più vicina, si corre giù e poi si torna su badando, nel ripetere le corse, di cadere almeno una volta, ma senza farsi troppo male. I graffi e la confusione che si fa correndo e cadendo ti occupano abbastanza da non farti sentire né pensare alle sparatorie. La sottoscritta ha provato questa ricetta con notevole successo.

Se del diario di Anna Frank avete letto solo qualche estratto durante il periodo scolastico, fate il tentativo di riprenderlo in mano e di seguire il consiglio della sua giovane autrice: ridete e siate felici!

Non sono ricca di soldi o cose terrene, non sono bella, né intelligente e furba, ma sono e sarò felice. Lo sono di natura (…) e voglio vedere tutti felici.

 

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