Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Le regine della comicità: l’ironia secondo Lella Costa

Durante i miei corsi di monologo comico capita spesso (diciamo pure sempre) che qualche allievo voglia conoscere la differenza che passa tra ironia, comicità, umorismo, sarcasmo, satira e mille altri termini legati all’arte di far ridere. 6836-706-0_b697d46f54afae4ab8d2d603da0c787aOgnuna di queste parole, in effetti, ha un suo significato peculiare, anche se a volte, passando da un dizionario all’altro, le definizioni si sfumano e sovrappongono. Per quanto riguarda la definizione di ironia ho trovato risposte molto convincenti nel saggio “Come una specie di sorriso” (Piemme 2014), scritto dalla grande Lella Costa.

Prendendo a prestito una citazione di Romain Gary, Lella Costa definisce l’ironia come “una dichiarazione di dignità. È l’affermazione della superiorità dell’essere umano su quello che gli capita”. Insomma, l’ironia è una lente deformata attraverso la quale osservare le avversità per scorgerne il ridicolo. Illuminante e molto divertente l’aneddoto che Lella Costa usa come prologo del suo saggio.

“Molti anni fa avevo un fidanzato (…) era molto simpatico ma aveva un difetto: ignorava la puntualità (…). La frase “passo a prenderti alle nove” voleva dire che si sarebbe palesato in un momento imprecisabile a partire dalle nove (…). Una sera dovevamo andare a cena da amici che abitavano fuori Milano e quindi l’accordo era che sarebbe passato da me intorno alle sette. Resa scaltra dall’esperienza (…) verso le otto ho fatto uno spuntino, dopodiché ho cominciato, con molta calma, a prepararmi. Alle nove e mezza ho dato un’occhiata fuori dalla finestra, metti che si fosse guastato il citofono (…). Alle dieci,, lievemente alterata, ho chiamato una mia amica. Alle dieci e trentacinque ho cominciato a pensare che potesse avere avuto un incidente. Alle undici e venti ho optato per un incidente mortale: meglio per lui, tanto se fosse sopravvissuto l’avrei finito io a mani nude. Alle undici e quaranta è suonato il citofono. A quel punto non so cosa mi sia preso, fatto sta che con voce briosa e appena incrinata da un accenno di senso di colpa ho risposto: “Oddio, scusami, non sono ancora pronta, mi dai cinque minuti?”.

Non so descrivere la sensazione che ho provato in quel momento, ma me la ricordo benissimo: una gioia pura, fisica, quasi infantile, e insieme un senso d’interezza e perfino di orgoglio”.

Ecco cos’è l’ironia per Lella Costa: rivincita, dignità e gioia pura.

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