Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Dai un morso al cioccolato: racconti comici e golosi

Nel mese di maggio è uscito “Dai un morso a chi vuoi tu – storie d’amore per appetiti formidabili” (Book Salad editore) una raccolta di nove racconti, uno dei quali scritto da me, che trattano il rapporto tra cibo e amore. Dopo la presentazione inaugurale al salone del libro di Torino io e le altre autrici stiamo per dare il via al tour di presentazioni.0QO9TjNQHcM

La location scelta per il primo degli eventi, intitolato “Dai un morso al cioccolato”, non potrebbe essere più adatta: l’appuntamento è fissato per il 7 giugno h. 18,15, alla cioccolateria Il nostro cioccolato, in via Palazzo di Città 24 a Torino.

Interverranno Carlotta Borasio, Monica Coppola, Francesca Mogavero e la sottoscritta Desy Icardi, autrici della raccolta insieme ad Arianna Berna, Valeria Angela Conti, Miriam Ghezzi, Sarah Iles e Linda Scaffidi.

Ai partecipanti sarà offerto un caffè e un assaggio di cioccolato.

E a proposito di assaggi, ecco un assaggio del mio racconto, che potrete leggere nella raccolta “Dai un morso a chi vuoi tu”.

Sfida ai fornelli

Ci sono situazione nelle quali davvero non sai come ci sei finita, e quella cena con il biondino allampanato del bar Garibaldi era proprio una di quelle. Florida l’aveva incrociato ogni mattina per circa un anno, dodici mesi durante i quali avevano sorbito gomito a gomito sul marmo rossastro del bancone, lei il suo cappuccino extra schiuma e lui un caffè ristretto. Una mattina nella quale entrambi dovevano essere particolarmente rintronati, le loro mani destre si erano trovate a contendersi la medesima bustina di zucchero.

“Mi scusi” aveva detto lei.

“Colpa mia” aveva ribattuto lui, e con le reciproche scuse, era incominciata la loro conoscenza.

“Io sono Gianpaolo” si era arrischiato a dire lo spilungone, una decina di mattine e di caffè più tardi”.

“Io mi chiamo Florida” aveva risposto lei, con i baffi di schiuma sulle labbra.

“Un nome insolito” raccolse al volo l’allampanato, lieto di avere un pretesto per proseguire la conversazione.

“Era il nome della mia prozia” spiegò Florida per la milionesima volta nella sua vita, “il mio bisnonno emigrò in America e si stabilì a Tampa, una città della Florida per l’appunto, dove aprì un ristorante; e siccome le cose gli andarono piuttosto bene, chiamò la sua primogenita Florida”.

“Una storia interessante” commentò lui, esattamente come Florida si aspettava, “e poi è un nome che ti si adatta perfettamente”, anche questo commento se lo aspettava, seppure, almeno per una volta, sperava di risparmiarselo. Florida, in effetti, era florida di nome è di fatto, aveva il viso piacevolmente paffuto, una vaporosa chioma biondo rame e un fisico dalle curve morbide ma armoniose. Insomma, in lei non c’era nessuno spigolo, e se la cosa agli uomini non spiaceva affatto, come tutte le ragazze in carne, Florida avrebbe desiderato un fisico filiforme. I caffè mattutini proseguirono per settimane senza che accadesse nulla di diverso dal solito “Ciao come va? – Bene grazie e tu?”, finché un venerdì le labbra del biondino partorirono un inaspettato “Posso invitarti a cena?”

Florida fissò sbigottita il suo inatteso corteggiatore che, a sua volta, attendeva immobile il verdetto; sullo sfondo anche il resto del bar sembrava essersi immobilizzato: una cameriera bruna era cristallizzata nell’atto di servire il caffè a due anziani al tavolino d’angolo, un nuovo avventore indugiava sulla soglia con un piede proteso in avanti, e il croissant caduto dalle mani di un ragazzino fluttuava a mezz’aria. Davanti a quell’allucinato museo delle cere, Florida vide apparire in abito bianco la sua migliore amica Tilde, che il mese successivo avrebbe sposato un uomo la cui unica definizione era Meraviglioso. A una a una, tutte le sue amiche fidanzate (ovvero tutte le sue amiche senza alcuna eccezione), le sfilarono davanti esibendo, come medaglie al valor civile, i loro splendidi uomini. Forse i loro uomini non erano proprio tutti splendidi, ma quantomeno erano i loro uomini; lei invece cosa aveva? Una laurea in ingegneria degli alimenti tirata per le lunghe, e un posto come cameriera nel ristorante di sua nonna. Florida fissò lo sguardo del biondino allampanato, che ora gli appariva assai più biondo che allampanato, anzi, guardandolo con più attenzione i suoi occhi chiari gli ricordarono quelli di Dean Vivaldi, il cuoco italoamericano di canale sette. Florida si sentì formicolare le guance, e le sue labbra pienotte articolarono un asmatico: “Sì, mi farebbe piacere”.

Spaff! Il cornetto sgusciato dalle mani del ragazzino si spiaccicò finalmente a terra.

Stump! Il nuovo avventore entrando nel locale ci mise un piede sopra, finendo a terra lungo e disteso.

Ohporchissimavac’ fece appena in tempo a scandire la cameriera, prima di rovinare a terra con tutto il vassoio dopo essere stata travolta dal nuovo avventore in caduta libera.

“Non c’è male come inizio di relazione” pensò Florida osservando il disastro, con i baffi di schiuma sulle labbra. (…)

Cover_Morso_Coppola (1)

Dai un morso a chi vuoi tu – racconti comici, teneri e gustosi – Book Salad editore

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2 comments on “Dai un morso al cioccolato: racconti comici e golosi

  1. r.m.
    September 7, 2016

    esilarante!

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