Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Orgoglio e umorismo: agli albori della comicità femminile (prima parte)

La storia della scrittura femminile è piuttosto recente rispetto a quella maschile. Salvo rare eccezioni quali, per esempio, Saffo nell’antica Grecia o Herrada di Landsberg e Maria di Francia nel medioevo, dobbiamo aspettare la seconda metà del 1700 perché la scrittura femminile diventi un fenomeno, se non comune, quantomeno ricorrente. downloadLa prima scrittrice che ottenne una certa eco delle sue opere – anche se non furono stampate a suo nome sinché fu in vita  – fu probabilmente l’autrice inglese Jane Austen (1775 – 1817) che non mancò di inserire nei suoi romanzi molti spunti ironici e talvolta addirittura comici. La sua opera più nota è Orgoglio e Pregiudizio, un romanzo che narra le vicende delle sorelle Bennet e dei loro amori più o meno contrastati. Mentre Elizabeth, la protagonista, è combattuta tra l’attrazione per Mr. Darcy e la repulsione che prova nei confronti del suo carattere orgoglioso, sullo sfondo si muovono e si arrabattano personaggi fortemente ironici come i signori Bennet, in perenne disaccordo sull’educazione delle figlie, e il signor Collins, il goffo cugino delle sorelle Bennet nonché maldestro corteggiatore di Elisabeth. Nei romanzi successivi la comicità guadagnerà via via più spazio. Ne’ L’abazia di Northanger, il romanzo forse meno noto dell’autrice, che personalmente è quello che prefersico, la comicità ha un ruolo fondamentale sin dalla costruzione della trama, interamente basata su di un equivoco: la giovane Catherine Morland  è una diciassettenne ingenua e non particolarmente colta, appassionata di romanzi gotici. Dopo aver trascorso l’infanzia nel suo piccolo villaggio, Catherine viene invitata dai vicini di casa a trascorrere qualche settimana a Bath, stazione termale molto in voga tra la nobiltà e l’alta borghesia inglese. 800px-PrideAndPrejudiceTitlePageA Bath la protagonista conosce e si invaghisce di Henry Tilney, un giovanotto di buona famiglia che, proprio come gli eroi dei romanzi gotici, vive in un’abazia. Grazie a una serie di pettegolezzi e malintesi, Mr. Tilney, padre di Henry, si convince che Catherine sia estremamente ricca, e la invita a trascorrere un po’ di tempo all’abazia per incoraggiare un fidanzamento con suo figlio. Catherine vive il suo soggiorno all’abazia come un’esperienza romanzesca, interpretando tutto ciò che la circonda come un oscuro mistero. Ma il baule nella sua stanza non contiene i miseri resti di una vittima bensì un semplice copriletto, e la pergamena rinvenuta nello scomparto segreto di uno stipetto non è altro che un documento contabile. Mentre Catherine scorrazza nell’abazia alla ricerca di misteri e anime in pena, il signor Tilney scopre che la ragazza non è affatto ricca, ma che anzi proviene da una numerosa e umile famiglia. Catherine viene così rispedita al mittente e separata dal suo innamorato che…

A questo punto leggetevi il romanzo!

Il personaggio forse più comico di tutta la produzione letteraria della Austen lo troviamo invece  in Emma, il suo ultimo romanzo, e si tratta del padre della protagonista, un vecchio lord tutto pessimismo e ipocondria.

Ma torniamo a Orgoglio e pregiudizio, che anche se non è il romanzo più ironico della Austen, ispirerà quasi due secoli più tardi, un genere letterario femminile che coniuga amore e risate.

Ma questo ve lo racconterò nel prossimo post.

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