Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Dopo il Trio finì per parlare “da sola”: addio Anna Marchesini!

Ieri, dopo anni di dolorosa malattia, si è spenta la grande Anna Marchesini.

Anna si laurea in psicologia e, dopo aver tentato per tre volte l’esame d’ammissione, nel 1976 entra all’Accademia Drammatica Silvio d’Amico di Roma.

Attrice per Salveti, Scaccia e molti altri registi, nel 1982 incontra prima Tullio Solenghi durante la registrazione di un programma per la tivù svizzera, poi Massimo Lopez nel corso di un turno di doppiaggio.

Anna è dunque il perno attorno al quale si crea il trio Lopez, Solenghi, Marchesini, che i tre attori decidono di chiamare con i loro nomi, proprio per sottolineare l’individualità e unicità di ciascuno.

Il trio debutta nello stesso anno su Radio 2 e, due anni dopo, inizia la sua avventura televisiva grazie al regista Enzo Trapani.

Da allora il Trio diventa il fiore all’occhiello – un fiore divertente, di quelli che ti avvicini per sentirne il profumo e spruzzano acqua – di molte trasmissioni televisive, tra le quali Fantastico e Domenica in.

Nel 1988 il trio debutta con il suo primo spettacolo teatrale “Allacciate le cinture”, scritto, diretto e interpretato dai tre artisti. Lo spettacolo viene replicato per tre anni e si aggiudica il “Biglietto d’oro”. Stessa sorte tocca al secondo spettacolo “In principio era il trio”, del 1991.

Nello stesso anno il Trio scrive e registra una parodia dei Promessi sposi trasmessa da Rai 1 con ascolti record.

Qualche anno dopo lo scioglimento del trio (1992), Anna Marchesini, come scritto nella biografia del suo sito, inizia a “parlare da sola”, dedicandosi al monologo teatrale e affrontando sia testi originali che riduzioni di altri autori.

Nel 2007 Anna corona un suo sogno di gioventù, diventando insegnante dell’Accademia Silvio d’Amico.

“Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un piccolo cofanetto verde di porcellana, credo” scrive nel suo sito parlando dell’Accademia,Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri. E’ una aspirazione che piano piano trovero’ il coraggio di far uscire alla luce. Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropriato.
Posso tentare…. e se mi ribocciano?
E se poi l’Accademia trasloca?
E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe? No eh! essere spazzata via dall’Accademia no mai più!”

Vi lascio con “la signorina Carlo”, un personaggio con il quale Anna prendeva in giro – o forse esorcizzava – i suoi problemi visivi. Sì, Anna era ipovedente (o giù di lì), e ciò mi autorizza ad affermare, senza temere di essere smentita, che lei e io avevamo qualcosa in comune.

 

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