Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Letture autoironiche contro il malumore autunnale – parte 2

 

È autunno: le foglie cadono, le giornate si accorciano, il muso si allunga e le relazioni finiscono.

Non tutte le relazioni, per carità!

In fondo ogni giorno dell’anno è buono (anzi pessimo) per essere scaricate, e i periodi di punta in genere si situano in prossimità delle vacanze estive.

Il bastardo ci dà il benservito quando le valige sono quasi pronte, lasciandoci senza un cavolo da fare se non scorrere le foto delle sue vacanze con gli amici, che a sfregio ha postato su facebook.

Che gli cascassero le parti sporgenti a lui e a tutti quegli altri debosciati!

Ottobre segna invece la fine delle relazioni estive, quelle nate sulle spiagge o nelle città d’arte, quando eravamo serene e tutto ci sembrava possibile, persino una relazione a distanza.

Queste storie procedono con decrescente entusiasmo nel mese di settembre, a suon di week end alterni – questa volta vado da lui, la prossima verrà lui da me – per poi stemperarsi ai primi freddi.

Dapprima le telefonate si diradano, poi un weekend insieme salta a causa di un impegno (manco a dirlo di lui); e infine il vostro uomo diventa evasivo, non si fa trovare online e neppure risponde ai vostri sms.

Insomma, sembra quasi che voglia chiuderla lì (per risparmiare tempo vi consiglio di togliere il quasi e anche il sembra).

download-1Se vi è appena successa una cosa del genere, o se sta capitando a una vostra amica, vi consiglio Dimenticare uno stronzo di Federica Bosco – Mondadori, settembre 2016.

Federica è un’autrice eclettica che si è cimentata in diversi generi, ma tra i suoi titoli quelli che più apprezzo sono le commedie femminili.

Ho acquistato questo libro aspettandomi un romanzo divertente, e invece mi sono imbattuta in una guida – non sempre così spassosa – per riprendersi dalle rotture amorose.

Per evitare l’errore mi sarebbe bastato leggere la quarta di copertina, ma quando si tratta di libri divento compulsiva, inizio a fremere e nei casi più gravi a sbavare.

Tutto sommato sono contenta di avere preso questo granchio; un granchio molto feroce e pronto a pizzicare gli strati più profondi e vulnerabili del cuore.

Il testo non può dirsi comico, ma l’autoironia c’è, ed è uno degli ingredienti necessari per guarire dalla dipendenza emotiva.

Piacevolissimo anche a chi, come la sottoscritta, l’ha letto senza avere il cuore a brandelli.

I consigli, talvolta giochi, che suggerisce l’autrice si adattano a molti ambiti della vita, e non soltanto al lutto amoroso.

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