Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Letture autoironiche contro il malumore autunnale – parte 3

I salvadanai si possono dividere in due macro categorie: quelli in terracotta che bisogna rompere a martellate; e quelli meno cruenti muniti di tappo richiudibile.

Entrambi i salvadanai offrono dei vantaggi: quello di terracotta non consente sporadici prelievi preservando il capitale; quello richiudibile offre la possibilità di monitorare l’andamento del risparmio.

9788867022410_non_ditelo_allo_sposoPenny, la protagonista di Non ditelo allo sposo di Anna Bell (edizioni Tre60), e il suo fidanzato Mark, hanno creato una sorta di salvadanaio virtuale nel quale far confluire i risparmi destinati al loro matrimonio.

Nel rispetto della tradizione dei salvadanai old style, la coppia non ha mai sbirciato i saldi del conto bancario.

L’estratto conto viene finalmente letto dopo la romantica, e lungamente attesa, proposta di matrimonio.

Ad aprire la busta è Penny che, presa visione del saldo, constata un ammanco di almeno diecimila sterline. Non sapendo trovare una spiegazione all’accaduto, la protagonista decide di tacere la notizia al fidanzato e di recarsi in banca a chiedere spiegazioni. Il suo principale sospetto è che qualche pirata informatico sia riuscito a introdursi nel loro conto, depredandolo di più di due terzi del suo ammontare.

Giunta nell’ufficio del direttore della banca, Penny fa però un’amara scoperta: i soldi spariti sono stati spesi dalla stessa protagonista, su un sito di scommesse online.

Penny era conscia di essersi concessa qualche partitina al bingo online ma, come molti giocatori compulsivi, non era consapevole di quanto aveva perso, né di quanto possa essere difficile disintossicarsi dal vizio del gioco d’azzardo.

La protagonista è così costretta a intraprendere un doppio percorso: il primo per guarire dalla sua dipendenza, il secondo per organizzare un matrimonio “in grande” con il misero budget di 5000 sterline; il tutto senza far sospettare nulla allo sposo.

Nei romanzi chick-lit abbiamo visto spose di tutti i generi, e le infinite varianti sul tema spesso non sono sufficienti a dar vita a personaggi interessanti e originali.

Questo non è però il caso di “Non ditelo allo sposo”, dove l’autrice riesce a trattare in maniera comica, ma tutt’altro che superficiale, un tema delicato come la dipendenza dai giochi online.

Non ditelo allo sposo è una felice dimostrazione di come qualunque argomento, se trattato con sagacia e leggerezza, può offrire spunti comici.

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