Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Notti al circo di Angela Carter: ali d’angelo o di gallina?

Una gigantessa sul trapezio, in equilibrio tra grazia e perdizione

Non amo leggere le prefazioni dei libri, o meglio le leggo soltanto dopo aver concluso il libro stesso. Nelle prefazioni vengono spesso forniti dettagli che, come lettrice, preferisco scoprire pagina dopo pagina.

Così, quando mi capitò di leggere Figlie sagge di Angela Carter, edito da Fazi editore, pensai: finalmente uno stile innovativo, un umorismo scanzonato e al contempo drammatico, una narrazione evanescente che all’occorrenza sa diventare pesante come un macigno! Insomma, finalmente qualcosa di nuovo nel panorama dell’umorismo femminile!

Fu con grande sorpresa (e non inferiore vergogna) che scoprii che “l’innovativo romanzo” era stato in realtà scritto nel 1991.

Com’era potuto accadere che io, lettrice vorace sino alla bulimia, mi fossi lasciata sfuggire un’autrice dall’umorismo così geniale?nintchdbpict000261489499

…e quando dico geniale vi prego di pensare all’aggettivo nelle sue accezioni più alte, e non all’allegro abuso al quale, negli Apple Store, è sottoposto il termine genio.

A parziale discolpa della mia ignoranza, evidentemente i romanzi della Carter non erano sfuggiti soltanto a me, visto che Fazi Editore ha deciso di riproporli.

Se nel 2016 è stata la volta di Figlie Sagge, nel 2017 Fazi ci presenta – o meglio ripresenta – Notti al Circo, una storia forte, bella e urticante come la sua protagonista.

La narrazione è fresca e pungente e va giù come una bibita gasata, che nonostante il trascorre degli anni – ben trentatré – non ha perso neppure una bollicina.

La protagonista della vicenda, che si svolge al confine tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, è una donna volante, una trapezista dalle forme rubensiane e le ali d’angelo.

Non crediate però di incontrare un’eterea creatura alata, sul genere di Vanessa Paradis nella pubblicità del profumo Coco di Chanel.

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Leda e il cigno – F. Boucher – 1740

Fevvers, questo è il singolare nome della protagonista, è una gigantessa alta un metro e ottantacinque, con cosce marmoree e braccia possenti, che oscilla tra la fulgida grazia e l’abietta sgradevolezza.

Trovata in fasce in un paniere pieno di paglia e frammenti di guscio d’uovo, Fevvers mostra un’insolita peluria da pulcino sulle scapole, che nell’adolescenza si tramuta in un bel paio d’ali.

La carriera della ragazza inizia in un bordello dove interpreta la scultura vivente di cupido, per poi proseguire nella casa di Madame Schreck, un bordello di ispirazione circense nel quale la tenutaria ha riunito molte donne dall’anatomia singolare.

La protagonista riesce a fuggire dal bordello/corte dei miracoli, poco prima di essere venduta a un cliente che intende immolarla nel corso di un rito pagano e, attraverso mille peripezie, diventa la più famosa donna volante del mondo.

Ma si tratta davvero di una donna uccello, o soltanto di un’abile mistificatrice?

Ai lettori il gusto di scoprirlo!

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