Patataridens

Il blog della comicità al femminile

L’elogio del Barista: cappuccino, psicoterapia e brioche

Una tazzina di caffè, con tanto di cuore disegnato sulla schiuma, il tutto su fondo rosa: quando ho visto la copertina de L’Elogio del Barista di Caterina Ferraresi (Corbaccio Editore), ammetto di aver equivocato.

Avete presente quelle mattine nelle quali, guardandovi allo specchio, esitate a definirvi cessi soltanto per rispetto al vostro povero WC, che vi serve fedelmente da anni senza fare alcun commento?

Gli occhi sembrano le fessure di un salvadanaio, i capelli convergono tutti a est (o a ovest, dipende dalla latitudine) e il colorito, nonostante una doppia mano di fondotinta, ricorda quello di una salamandra.

Poi però uscite di casa, vi fiondate al bar e lui – il barista – vi sorride e vi fa un complimento, al quale non credete, ma che comunque incassate con piacere.

Sì lo so, i baristi e le bariste flirtano un  po’ con la clientela perché fa parte del loro lavoro, il complimento del barista è un accessorio del caffè, un po’ come la bustina di zucchero o il bicchierino d’acqua.

Eppure, mercenario o meno, il complimento mattutino del barista per me ha spesso avuto un valore psicoterapeutico.

Ma sto divagando; torniamo al saggio di Caterina Ferraresi il cui titolo, L’elogio del Barista, non fa riferimento agli elogi che ogni mattina il mio barista mi elargisce con tanta bontà (e coraggio).

 “Qualcuno – non ricordo chi – ha detto: se hai un problema puoi fare tre cose, parlare con il tuo barista, andare in analisi o tenerlo per te. Il risultato alla fine sarà lo stesso“.

Così incomincia il saggio, il cui sottotitolo è Riflessioni semiserie di una psicoterapeuta sull’inutilità della psicanalisi.

Ma davvero una psicologa vuole denigrare il suo stesso mestiere?

Ovviamente no, semmai intende sfatare l’utilizzo della psicoterapia come panacea di ogni male.

Vi faccio un esempio: forse alla base dei miei problemi con l’altro sesso c’è il trauma di quell’ex che mi scaricò senza darmi alcuna spiegazione, ma è accaduto tanti anni fa, io avevo sei anni e lui otto (all’epoca ero attratta dagli uomini maturi). Sì, magari l’origine del trauma è proprio quella, ma l’aver continuato a fare pasticci per i tre decenni successivi è mia piena responsabilità, e non sarà  sufficiente che un buon psicoterapeuta scovi il bandolo della matassa per farmi guarire magicamente.

Il saggio trae spunto dalla carriera di psicoterapeuta dell’autrice che racconta di quotidiani auto-sabotaggi, casi più o meno clinici e ricette per “rendersi infelici”.

L’Elogio del Barista è una lettura piacevole, interessante e soprattutto ironica, nella quale non è raro riconoscersi, o riconoscere qualcuno di propria conoscenza.

9788867002221_lelogio_del_barista

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One comment on “L’elogio del Barista: cappuccino, psicoterapia e brioche

  1. darionature
    March 28, 2017

    Beate voi donne che ricevete complimenti che vi tirano su!

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