Patataridens

Il blog della comicità al femminile

La moda è una questione di forma (e di forme)

Vi è mai capitato di osservare il presente e pensare che sarebbe bello essere ragazzini oggi? Personalmente sono grata al destino di non aver vissuto l’adolescenza nel periodo digitale. I ragazzi oggi comunicano su più fronti, ma la loro privacy è molto vulnerabile, e non intendo a beneficio di eventuali malintenzionati, bensì a quello della famiglia. Quando “tagliavo” da scuola per andare in un centro commerciale era sufficiente non farmi beccare da qualche amica di mamma, oggi basta il taginopportuno di un’amica svampita e niente telefono per un mese, anzi,  niente Iphone. Eppure ho recentemente scoperto che alcuni aspetti del presente mi avrebbero fatto un gran comodo nell’adolescenza. Le mode cambiano, d’accordo, ma ci sono alcuni punti fermi che permangono immutati. Negli anni ’90 tutte noi ragazze sognavamo un lato B piccolino e un lato A prorompente, e questa ambizione ci accumunava alle adolescenti degli anni ’80, ’70, e così via. Qualche epoca richiedeva o tollerava forme più abbondanti, ma la crudele regola del generoso davanti e taccagno dietro sembrava incrollabile. L’altro giorno, invece, ho avuto la prova che qualcosa sta cambiando. Mi “dilettavo” in faccenduole domestiche, e per non annoiarmi stavo testando qualche nuova serie TV su Netflix.  Sono incappata su Degrassi Class Next, il sequel di una serie TV canadese tra le più longeve, nata negli anni ’80 e riproposta a più riprese nei decenni successivi. Non l’avete mai sentita nominare? Poco male, non vi perdete nulla, in Italia non se l’è filata praticamente nessuno. Si tratta della solita saga adolescenziale ambientata in una scuola superiore; roba che si può apprezzare giusto quando si ha la stessa età dei protagonisti. Tra un colpo di scopa e l’altro, ho però sentito qualcosa che mi ha costretto a mollare ramazza e burattini e incollarmi allo schermo. Un gruppo di ragazzine erano alle prese con le consuete problematiche estetiche (io ho le gambe troppo così, il naso troppo cosà etc.), e una di loro si lamentava di avere il sedere troppo piccolo. Le sue amiche, preso atto della gravità del problema, le consigliavano di inserire dei fazzoletti di carta nelle braghe. Una ragazza è persino arrivata a dire che “le chiappe sono le nuove tette”.

Insomma, quelle attricette minorenni mi stavano rivelando che se fossi nata nel secondo millennio sarei stata una gran topa.Ho passato tutta l’adolescenza a nascondere il mio grande “potenziale” sotto informi camicioni, imbottendo al contempo il davanzale, quando un quarto di secolo dopo avrei potuto essere miss intervallo 2017.

Non è giusto, a me una macchina del tempo!

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