Patataridens

Il blog della comicità al femminile

La maledizione della puntualità

Uno degli stereotipi che affliggono il genere femminile, vuole che le donne siano delle gran ritardatarie.

È vero, esistono tante donne ritardatarie, che  in genere sono magneticamente attratte da quelle puntuali.

Io sono una persona puntuale, e posso dire per esperienza che si tratta di una vera maledizione.

Le persone puntuali quando hanno un impegno, iniziano ad agitarsi qualche ora prima; il loro obiettivo è giungere all’appuntamento almeno con un paio di minuti d’anticipo, ma siccome la vita è piena di imprevisti e il margine di due minuti è rischioso, ecco che il misterioso tarlo della puntualità le sospinge a ritrovarsi nel luogo convenuto circa mezzora prima. Appurato che i suoi amici arriveranno almeno mezzora dopo l’ora X, ecco che il tempo d’attesa della persona puntuale sarà grosso modo di un’ora.

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Per noi puntuali la vera tragedia sono gli eventi a ingresso libero, ovvero quegli spettacoli, incontri o convegni dove si accede gratuitamente fino a esaurimento posti.

Io ho sviluppato una tecnica per affrontare questo tipo di situazioni, che tuttavia non sempre funziona.

Entro nella sala dove avrà luogo l’evento col mio solito anticipo, e mi piazzo al centro della seconda fila.

Per una sorta di riserbo, la gente tende a non sedersi accanto agli sconosciuti, né osa occupare la prima fila, questo almeno fino a quando ci sono altri posti liberi in sala.

Il piazzarmi in quel punto strategico, mi garantisce di conservare i posti accanto a me, e quelli in prima fila per le amiche ritardatarie.

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Purtroppo, mentre le persone puntuali sono calamitate all’appuntamento con largo anticipo, quelle ritardatarie si attivano quando constatano che l’ora dell’appuntamento è già scoccata, ma si incamminano realmente soltanto dopo aver caricato la lavastoviglie, steso il bucato, dato i croccantini al gatto e portato a termine tutte le piccole incombenze che stavano procrastinando da ore.

Stiamo arrivando” è il tipico sms che ricevo mentre il pubblico sta iniziando ad affollare la sala.

Stiamo parcheggiando” è l’sms che giunge mentre la gente comincia a guardare con cupidigia i posti accanto a me.

La situazione si fa imbarazzante, la sala è quasi piena e i posti vicino al mio e quelli della prima fila sono ormai a rischio occupazione.

Ecco allora che piazzo la sciarpa sulla sedia a destra, la borsa su quella a sinistra, il giaccone sul posto di fronte e la berretta su quello accanto.

“Signorina, è libero quel posto?” domanda un cortese signore.

“Lo sto tenendo per un’amica” rispondo imbarazzata.

Il galantuomo sorride è si piazza in prima fila, sull’ultima sedia a lato.

La prima fila è stata violata, ora la gente abbandonerà ogni reticenza e inizierà a occuparla, ma per fortuna ho tenuto due posti.

Vengono anche la Chicca, la Giulia, suo cugino e due suoi amici” mi avverte un altro sms.

Ok, niente panico, si tratta “solo” di tenere altri  cinque posti.

Dunque vediamo…

Per occupare le sedie userò il golfino, l’agenda, la scarpa destra, il calzino sinistro e la canottiera.

L’evento inizia e delle mie amiche e relativi membri aggiunti ancora non c’è traccia, a ridosso delle pareti alcune persone se ne stanno in piedi, fissando indispettite i nove posti colonizzate da carabattole e stracci assortiti.

Io intanto cerco di assumere un’aria indifferente, sperando che nessuno sospetti che gli indumenti sparsi per la sala siano miei, ovvero della donna seminuda, seduta in seconda fila.

La vita di un puntuale è un inferno di solitudini immeritate”, scriveva Stefano Banni nel romanzo Achille Piè veloce.

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This entry was posted on February 19, 2018 by in Patate bio - le autobiografiche, Uncategorized and tagged , , , , .
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