Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Il sorriso diviso

Si chiamava Luisa e…

In realtà si chiama ancora Luisa, è viva e vegeta e pure un po’ inca… ‘rognita,  ma parlarne al passato aumenta l’effetto drammatico.

Ricominciamo da capo: si chiamava Luisa e soffriva a causa di un grave diastema.

Non vi preoccupate, non sto cercando di fare il salto della quaglia passando dallo stile comico al drammatico, per raccontarvi di di una malattia letale; il diastema è semplicemente lo spazio vuoto tra gli incisivi, che in taluni soggetti, come la mia amica Luisa, può essere particolarmente accentuato e conferire un sorriso in stile Bugs Bunny.

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Nulla di grave, giusto?

Andate a dirlo a Luisa, che per tutta l’infanzia fu soprannominata Roger Rabbit!

Alla veneranda età di quattordici anni, i genitori di Luisa decisero di farsi carico del problema e la condussero, con sua grande gratitudine, da un rinomato ortodontista.

La dentatura di Luisa e le ossa della mandibola avevano però già raggiunto la conformazione adulta, e per ricongiungere il canyon, fu necessaria l’applicazione di un’abnorme apparecchio, che quasi le impediva di chiudere la bocca.

Se fino alle medie Luisa era stata apostrofata con i nomi di conigli famosi, alle scuole superiori fu intitolata “sorriso di ferro”.

E a dirla tutta, di ferro Luisa ne aveva in abbondanza (ferro pagato a peso d’oro), ma in quanto al sorridere non ne aveva né la volontà, né la possibilità.

Provate voi a sorridere con una ferramenta in bocca che vi impedisce i movimenti delle labbra, mentre osservate le vostre amiche limonare con i più carini della scuola; pienamente consapevoli di non potere fare altrettanto, salvo volersi presentare alla prossima visita odontoiatrica con un compagno di classe incastrato tra gengive e ferraglia!

Ma il tempo è galantuomo, e dopo anni di sofferenze e svariate migliaia di euro, Luisa ha un sorriso perfetto!

Peccato che oggi il sorriso perfetto sia quello imperfetto.

Attrici, top model, uomini politici e rock star, da qualche anno a questa parte ostentano il loro diastema come segno distintivo.

Alcune modelle, tipo Lindsey Wixson o Ashley Smith, , hanno uno spazio tra gli incisivi talmente ampio, da poterne ricavare un monolocale!

 

 

I dentisti, che prima tappavano le falle, ora si ritrovano a crearle su richiesta di ambiziosi pazienti, che vogliono entrare a far parte dell’esclusiva banda del buco (tra gli incisivi).

Luisa chiaramente è molto amareggiata, per non dire inca… ‘rognita nera; se si fosse tenuta il diastema, la sua famiglia non avrebbe gli usurai alle calcagna e lei sarebbe molto più bella.

Be’, diciamo che sarebbe più alla moda, ma in quanto al bella…

I difetti sui volti delle modelle ne fanno risaltare la bellezza, proprio come quel pizzichino di sale che si aggiunge a una torta per esaltarne la dolcezza.

Su un viso normale, come il mio o quello di Luisa, un neo è solo un neo, lo strabismo non ha nulla a che spartire con venere e un diastema è solo un’inutile fessura!

PS: io non ho il diastema, anzi, ho gli incisivi un po’ accavallati. Ho spesso pensato di farmeli sistemare, ma visto che gli apparecchi odontoiatrici sono costosi e fastidiosi, preferisco lasciar perdere e sperare che diventino di moda.

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This entry was posted on March 26, 2018 by in Patatatendenze and tagged , , , , , .
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