Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Sex and the city: vent’anni fa la rivoluzione “eroticomica”

Avrei tanto voluto essere Samantha, l’ho desiderato per vent’anni, anzi, per vent’anni e un giorno, ovvero dal debutto della serie Sex and the City avvenuto il 6 giugno 1998; e invece col trascorrere del tempo ho finito per assomigliare decisamente più a Miranda, salvo la chioma rossa e il fisico filiforme…

Mannaggia!

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Sex and the city, la serie TV più chic e snob di sempre, questa settimana compie vent’anni, e ciò mi costringe a qualche riflessione (oltre alla più ovvia del “Ah, quanto sono vecchia!”).

Quando si parla di Sex and the city affiorano subito alla memoria le sessioni di shopping compulsivo, la scintillante vita notturna newyorkese, i locali esclusivi e i cocktail multicolore: tutte abbiamo voluto provare, almeno una volta nella vita, il Cosmopolitan; salvo constatare che quella mefitica combinazione di mirtillo e alcol ricorda certi sciroppi per la tosse in voga negli anni Ottanta.

Il merito di Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda non sta, tuttavia, nell’averci presentato le scarpe di Manolo Blahnik, bensì nell’averci mostrato un modo di ironizzare sul sesso tutto femminile, che non scade mai nel grossolano o nel boccaccesco.

“È un vibratore per ragazze” afferma Charlotte quando vede per la prima volta il grazioso – ma molto birichino – “coniglietto rampante”.

Questa frase racchiude in sé la filosofia della serie che ha affrontato argomenti piccanti, talvolta torbidi, con piglio leggero e sfumature pastello, senza forzature né censure ma, anzi, con estrema naturalezza, dimostrando come gli argomenti sessuali possano essere affrontati con sano umorismo da entrambi i sessi.

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Una rivoluzione “eroticomica”, dunque, che ha cambiato per sempre l’approccio all’umorismo femminile.

Carissime Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda, tenetevi pure le costose e vistose scarpe griffate, sono carine, lo ammetto, ma davvero non saprei che farmene; ciò di cui invece farò tesoro è il vostro umorismo elegante e sbarazzino; più raffinato e ricercato di qualunque stilista abbia mai avuto l’onore di vestirvi.

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