Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Alessandra Racca – “Nostra signora dei calzini – deluxe”

Su Patataridens vi avevo già parlato di Alessandra Racca a proposito del suo ultimo libro “Consigli di volo per bipedi pesanti” (2016, Neo Edizioni), oggi torno a parlarvi di lei, non a proposito di un nuovo libro, bensì di un revival (mica possono avercelo solo le serie TV anni ‘90 il revival!).

Ma partiamo dal principio: Alessandra Racca è una poetessa e performer torinese, nota sulle scene e nel web come la “Signora dei calzini”.

Perché Alessandra ha scelto di essere “La signora dei calzini”?

Perché” si legge sul suo blog, “la poesia che amo sta dalle parti dei calzini: scalda, accompagna, colora aiuta ad andare lontano è con il corpo è materica, si sporca, ha odori è fatta di fili che si intrecciano e compaiono e scompaiono gli uni sotto e sopra gli altri, fra trama e ordito ha a che fare con ciò che a volte si perde, è nascosto, un po’ misterioso (come i calzini che scompaiono) sta fra le cose di tutti i giorni, come la lingua che parliamo (è l’eccezionale nel quotidiano, ma ha anche a che fare con ciò che è eccezionale perché quotidiano), osserva da altre prospettive (..) E poi perché è sempre bene non prendersi troppo sul serio (..)”

Tanto il suo blog, quanto i suoi spettacoli sono arguti e spassosi e le sue raccolte di poesie, ovviamente, non sono da meno.

Quest’anno la NEO edizioni, dopo aver pubblicato “Poesie antirughe” (2011), “L’amore non si cura con la citrosodina” (2013) e il già menzionato  “Consigli di volo per bipedi pesanti” (2016), ha deciso di ripubblicare “Nostra signora dei calzini”, libro d’esordio di Alessandra, edito dalle Ed. seed nel 2008.

Cover_125x180+5mm

Ricucito qualche forellino con un nuovo editing, spruzzato un po’ d’appretto sulla veste grafica e con l’aggiunta di alcune nuove poesie, ora i calzini sono più freschi ed eleganti che mai, pronti a tornare a essere calzati dalla loro signora, e apprezzati da tanti lettori.

Cosa dobbiamo aspettarci dal primo libro della poetessa più pop che ci sia?

Manco a dirlo poesie, ma non di quelle eteree, confuse e un po’ lagnose che troppo spesso ci rifilano ai reading (stupida io, che mi ostino a parteciparvi!), bensì testi ironici, arguti, onirici, ma allo stesso tempo terra terra; ovvero laddove di preferenza stanno i calzini.

 

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