Patataridens

Il blog della comicità al femminile

I nemici non muoiono mai: il contadino geometrico

Parlando con una collega il cui figlio sta frequentando le scuole elementari, ho scoperto che il mio nemico giurato, il mio incubo, la mia nemesi, esiste ancora: il maledetto contadino dei problemi di geometria, che mi ha accompagnato dalla prima elementare, sin quasi all’esame di maturità!!

Non voglio denigrare i contadini, anche se in vita mia l’unica terra che abbia mai toccato è stata quella che negli anni ’90 mi spennellavo sul viso per apparire più colorita, sono io stessa di origini contadine.

I contadini in linea di massima sono brave e belle persone, ma quell’unico, perverso, disgraziato contadino che imperversava nei problemi scolastici, concedetemelo, era proprio un gran bastardo!

Perché con tutti i bei campi rettangolari che ci sono al mondo, il già citato bastardo sceglieva di acquistare l’unico campo dodecagonale del sistema solare? E soprattutto, perché decideva di recintarlo piantando un palo ogni 2,15 metri – che avrei ben saputo io dove poteva piantarselo! – costringendo me, e i miei poveri compagni di classe, a determinare quanti cavolo di pali gli sarebbero serviti?

forcone-contadino

Ora che ci penso, essendo un campo dodecagonale piuttosto raro, forse il – comunque molto bastardo – contadino, era costretto a recintarlo per tenere lontani i turisti. Va bene, posso comprendere la sua esigenza; ma perché piantare i pali ogni 2,15 metri anziché ogni 2 metri tondi, complicandomi il calcolo?

Per risparmiare qualche palo, suppongo, quindi non solo bastardo, ma anche tirchio!

Quello su cui non lesinava era invece la sua casa esagonale, che aveva costruito al centro dell’appezzamento dodecagonale, progettandola di modo che ogni stanza avesse la forma di un triangolo scaleno e; nell’angolo più remoto di quell’abominio geometrico (un angolo ottuso chiaramente), c’era una vasca da bagno di forma emisferica che,  sin dalla sua installazione, aveva il rubinetto che perdeva una goccia ogni 11 secondi.

Quando si arrivava alla vasca col rubinetto guasto, alzavo le mani arrendendomi a un inevitabile due.

Sarà poi riuscito il contadino geometrico a piantare tutti i suoi maledetti pali, prima che la vasca debordasse, e soprattutto prima che sua moglie, stufa di quel rubinetto eternamente gocciolante, si facesse piantare il palo dall’idraulico?

Francamente, spero proprio di no!

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