Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Come rendere il proprio matrimonio indimenticabile (quasi)

I matrimoni, diciamolo, sono tutti uguali: abiti pastello, tacchi alti (con i quali tocca spesso camminare sulla ghiaia del vialetto che conduce al delizioso ristorante fuori porta), fotografie sotto il sole ustionante o la pioggia battente (col fotografo che bercia: parenti dello sposo, parenti della sposa!), una trentina di portate – sempre le stesse – servite nell’arco di dieci ore, giro degli sposi tra i tavoli, immancabili problemi digestivi, la zia Alfa che si è offesa ma non si sa il perché, bomboniere improbabili, cinture slacciate, zia Beta che sa perché la zia Alfa si è offesa e lo racconta a tutti, lancio del bouquet che in barba alle zitelle viene acchiappato da una bimba di cinque anni (e siccome sarà lei la prossima a sposarsi, tanto vale mettersi l’anima in pace), taglio della torta quando siamo ormai pieni come bidoni dell’indifferenziata la domenica sera ma – tant’è –la mangiamo lo stesso e facciamo pure il bis, taglio della cravatta dello sposo e relativo esborso di contanti (acquistare una cravatta monca per svariati biglietti da 100 è il peggior investimento di sempre!); e poi tutti a casa con qualche chilo in più, molti soldi in meno e la zia Alfa sul sedile posteriore perché “con quella pettegola di zia Beta” lei non vuole tornare.

lancio bouquet

Va da sé che, visto il ripetersi del copione, dopo qualche anno i ricordi nuziali si mischino:

“Era la cugina Delta quella che si è sposata con l’abito rosa?”

“No, era la cugina Omega; la cugina Delta è quella delle bomboniere swarovski a forma di gondola!”

“La cugina Delta non aveva scelto di devolvere il budget delle bomboniere in favore di un ente benefico?”

“Quella era la cugina Epsilon!”

Nei ricordi i matrimoni finiscono per confondersi l’un con l’altro, salvo non trovare un dettaglio indimenticabile, come quello del cestista Mattia Riva che durante le nozze con Marta Rosato, ha tirato la palla in un canestro posizionato per l’occasione nella navata della chiesa. Qualora lo sposo non avesse fatto  canestro, il testimone sarebbe intervenuto su rimbalzo,ma per fortuna non è stato necessario.

Sorvoliamo sugli ipotetici e devastanti scenari nei quali lui, cestista di talento ma pur sempre emozionato come ogni sposo, sbaglia traiettoria colpendo zia Alfa seduta al terzo banco (ma non è successo, quindi non è questo che l’ha fatta offendere!) e concentriamoci piuttosto sull’originalità dell’azione che ha reso l’evento unico e indimenticabile: col passare degli anni gli invitati probabilmente scorderanno il menù o la forma delle bomboniere, ma ricorderanno sempre il tiro a canestro nella navata della chiesa!

Mattia Riva matrimonio

Il segreto per un matrimonio indimenticabile è esattamente questo: un singolo e semplice gesto che ci distingua e rappresenti.

Facile, vero?

Sì, se sei cestita, ma se di mestiere fai – che so? –l’idraulico, come ti distingui? Riparando il lavabo della sacrestia?

E se sei commercialista, fai la dichiarazione dei redditi a tutti gli invitati? (…cosa peraltro più utile di una gondola Swarovski)

Ai wedding planner l’arduo compito di trovare una soluzione.

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This entry was posted on June 25, 2018 by in Patatatendenze, Uncategorized and tagged , , , , , .
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