Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Dalle lettere d’amore alla app per i baci virtuali – storia del bacio a distanza

Da principio era il rossetto impresso sulle lettere d’amore, poi si è passati allo schiocco di labbra nella cornetta telefonica, quello che quando eravamo piccini le vecchie zie producevano con tale fragore da farci fischiare le orecchie, per poi passare, al tempo dei primi sms, all’unione dei simboli “due punti – barretta della sottrazione – asterisco”.

Oggi gli smartphone hanno decine di “musetti” (leggi icone) che simboleggiano i baci più svariati, ma evidentemente un mucchietto di pixel non è in grado di soddisfare i pomicioni virtuali; ecco perché un gruppo di ricercatori della City University of London ha sviluppato un’app che tenta di simulare la sensazione del contatto delle labbra sulla pelle.

Si chiama Kissenger (nome che unisce i vocaboli inglesi “kiss” e “messenger”) ed è un dispositivo di silicone da applicare allo smartphone per lanciare baci a distanza, attraverso una rete di micro sensori.

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Kissenger non è il primo simulatore virtuale di baci, ma quelli precedenti erano ingombranti e dovevano essere connessi a un computer.

Troviamo un saggio di questi “baciatori” virtuali di prima generazione in una puntata della serie TV  The Big Bang Theory, nella quale gli amici di Leonard cercano di convincerlo a ravvivare una relazione a distanza.

I “baciatori” da PC offrivano probabilmente un effetto abbastanza realistico, ma non potevano essere “comodamente” utilizzati al bar, sul tram o al supermercato come il maneggevole Kissinger.

Ma sul serio?

Davvero vogliamo farci sorprendere da un collega, o peggio da un anziano parente, mentre ce ne stiamo al bar, sul tram o al supermercato, pomiciamo con un’appendice di silicone infilata sul nostro smartphone?

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E posto di non volerlo fare, immaginate che delizia stare al tavolino di un bar, sul sedile di un tram o in coda al supermercato, mentre qualcuno limona a tutta forza con il suo telefonino.

Decisamente meglio i baci rumorosi schioccati dalla vecchia zietta al telefono, se non addirittura il rossetto impresso sula carta da lettere che, oltre ad avere un certo fascino vintage, offre al ricevente qualche labile traccia del DNA del baciatore, al contrario del Kissenger, il cui cuscinetto in lattice è intriso soltanto della saliva del suo utilizzatore.

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