Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Interrompete la cerimonia: lo sposo è mio marito!

“Tesoro, non aspettarmi per cena, andrò fuori città per lavoro e starò via qualche giorno.”

All’incirca così deve essersi congedato il signor Abraham Muyunda da sua moglie Carolina Mubita uscendo dalla sua casa di Chainda, un distretto della capitale Lusaka in Zambia.

Alla moglie però la faccenda puzza, così lo lascia partire e inizia a tendere l’orecchio nel vicinato, scoprendo da dei vicini che l’impegno di lavoro del marito è un matrimonio.

Intendiamoci, il marito non è stato invitato a un matrimonio al quale intende partecipare senza moglie né figli – cosa che già farebbe imbestialire la moglie italiana media -, in realtà il fedifrago sta andando a sposarsi.

Sia benedetta la lingua lunga di vicini!

L’ho sempre detto e lo ripeterò ancora che il pettegolezzo è un servizio pubblico, dall’alto valore sociale.

La moglie tradita, con un pupo legato sulla schiena e il resto della prole al seguito, si precipita nella chiesa cattolica indicata dai vicini pettegoli, ed eccolo il marito, tutto di figo vestito, accanto a un covone di tulle sotto il quale si cela la sua seconda sposa.

“Padre, fermi tutto: quest’uomo è mio marito!”

I parenti cercano di fermarla, il marito resta impalato con una mano sotto al mento guardando altrove, come si fa quando ci si trova in autobus o in ascensore, vicino a due che litigano furiosamente e si finge con imbarazzo di farsi i fatti propri.

La sposa…

Non si sa!

Sotto al covone di tulle che la ricopre la sua espressione non è visibile; se ne sta immobile, come un cono spartitraffico bianco e vaporoso, probabilmente fingendosi morta come in natura fanno gli opossum alla comparsa di un predatore.

E ora che accadrà?

Ci sarà un processo.

In Zambia la consuetudine accetta la poligamia, ma la legge no. Inoltre il matrimonio che stava per essere celebrato era a rito cattolico, quindi il poli-marito non potrà nemmeno appellarsi alle antiche tradizioni e rischierà fino a sette anni di carcere.

Ho delle amiche che fanno i salti mortali per portare uno straccio d’uomo all’altare senza neppure riuscire a trascinarlo fino al sagrato, mentre nel mondo ci sono uomini disposti a ripetere tutto il teatrino matrimoniale più e più volte.

Ditemi voi se questa non è un’ingiustizia!

Scherzi a parte, brava Carolina, noi di Patataridens facciamo tutte il tifo per te!

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This entry was posted on November 5, 2020 by in Agrodolci and tagged , , , , , , .
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