Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Raccomandati due metri di distanza tra i commensali: si cena in stile conte Dracula

Premessa

Sia benedetta ogni regola, precauzione e persino scaramanzia che ci tenga alla larga dal covid!

Riconfermato il mio più profondo rispetto per le raccomandazioni a fin di bene, talvolta alcune di esse mi generano qualche perplessità.

Recentemente è stata fatta raccomandazione di mantenere due metri di distanza tra i commensali durante i pasti, che detta così può sembrare una cosa semplicissima nonché molto ragionevole, ma che in realtà si rivela un autentico problema di geometria applicata nel quale la metratura del tinello sta al numero dei commensali, come due metri sta a X.

Ponendo che lo spazio disponibile in una cucina media sia di circa 15 metri quadri (mi riferisco ai soli metri calpestabili, a meno di non voler mangiare abbarbicati sui pensili della cucina o sul frigorifero) gli scenari che si aprono sono i seguenti:

Scenario 1: cena di coppia (o desinare al castello del conte Dracula): tavolo stretto e lungo in stile medioevale; ognuno dei commensali cena a un capo del tavolo e conversa romanticamente con l’ausilio di un interfono, come nel film di Eddie Murphy, Il principe cerca moglie.

Scenario due: famiglia con uno o due bambini. Se i congiunti superano il paio di una o due unità, allora il tavolo deve sviluppare la distanza di due metri sia in lunghezza che in larghezza, poiché non solo il commensale a fianco ma anche quello di fronte deve essere distanziato. Si ottiene così uno zatterone di due metri per quattro,  che consente a chi si posiziona sul lato lungo di essere distanziato di due metri da ognuno dei commensali a capotavola.

Scenario tre:  famiglia con due o più figli e nonna a carico.

Qui si aprono tre sub-scenari:

  1. la famiglia vive alla reggia di Caserta e può quindi commissionare  all’ebanista di fiducia un tavolo modello piattaforma petrolifera,  di sei metri di lunghezza per  due di larghezza.
  2. La famiglia abita in un appartamento con un lungo corridoio nel quale può collocare un tavolo di dieci metri di lunghezza, dove poter mangiare tutti su di un lato, come in polli in batteria.
  3. La famiglia ha un appartamento normale:  il tavolo viene collocato in diagonale nella stanza più ampia, il padre è a metà tra camera e corridoio, la mamma  siede sulla credenza e la nonna  sta sul terrazzino. In quanto ai due figli, essi sono uno in cucina e l’altro in cameretta, ciascuno munito di un proprio tablet collegato con la sala da pranzo, in modo da poter consumare il pasto in modalità R.A.D: Refezione A Distanza.

Ringrazio Federica Salassa, per avermi aperto gli occhi su questa problematica socio-geometrica.

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This entry was posted on March 18, 2021 by in Agrodolci and tagged , , , , , .
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