Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Aprile: arrivano le kick-ass girl, quelle dei “calcinculo”

Aprile dolce dormire?

No, aprile calci nelle chiappe!

Questo mese si scatenano le kick-ass girls, quelle dal “calciniculo” facile.

Le kick-ass girl non sono una novità: negli anni ’70 ci fu la donna bionica che comparve tre anni dopo l’uomo bionico (L’uomo da sei milioni di dollari); negli anni ’80 apparve She Hulk , ovviamente cuginetta dello stesso Hulk e, negli anni ‘90, arrivò Xena principessa guerriera,  spin-off della serie Hercules.

Che siano emule o parenti, buona parte delle kick-ass girl dello scorso secolo deve la sua esistenza a un antenato maschio. 

Ora però abbiamo cambiato millennio, e le eroine possono finalmente scegliere di dar calci di loro iniziativa, giusto?

Talvolta sì, ma il vizio di calciare per imitazione permane tuttora.

Il 7 aprile, infatti, ha debuttato negli stati uniti Kung Fu, reboot al femminile della produzione anni Settanta.

Aridaje!

Non devono invece niente a nessuno – o meglio, devono tutto al mondo dei supereroi in generale, ma nulla a uno specifico supereroe maschio – le super ragazzone del film Thunder Force, uscito su Netflix lo scorso 9 aprile.

Le protagoniste Emily e Lydia, interpretate rispettivamente da  Octavia Spencer e Melissa McCarthy, sono due ultraquarantenni belle pienotte, che diventano supereroine; la prima per vocazione e la seconda per sbaglio. Di per sé la trama è molto classica,: negli anni ’80 dei raggi cosmici colpiscono la Terra conferendo poteri straordinari a coloro che mostrano una predisposizione alla sociopatia. Nascono così i Miscredenti, antieroi mutanti, un po’ X men, un po’ cattivi di Batman prima maniera, che scorrazzano per la città facendo danni.

Come da tradizione fumettistica, Emily (Octavia Spencer) è ancora una bambina quando i Miscredenti uccidono i suoi genitori, inducendola  a promettere a se stessa di diventare una scienziata, per trovare la maniera di distruggerli.

Emily è una secchioncella sprovveduta, che probabilmente non sarebbe sopravvissuta alle scuole medie se non fosse stato per Lydia, una ragazzina forte sia caratterialmente che fisicamente.

Le due diventano  migliori amiche ma il sodalizio si interrompe qualche anno più tardi, a causa di una divergenza di vedute: Lydia è spensierata e perditempo, Emily è completamente focalizzata sul suo obiettivo di diventare una scienziata in grado di sconfiggere i Miscredenti.

Rincontriamo le protagoniste in età adulta a una riunione di compagni di scuola. In realtà Emily non si è presentata e Lydia, che non ha più rivisto l’amica ma sa dove lavora, si reca al suo laboratorio per trascinarla alla festa.

Emily si mostra lieta di rivedere l’amica ma anche un po’ a disagio; per lei è un momento importante nonché delicato: sta per raggiungere il suo obiettivo e trasformarsi , grazie alle tecnologie da lei scoperte, in  una supereroina dotata di super forza e invisibilità. Qualcosa però va storto, e quel qualcosa è Lydia che tocca ciò che non dovrebbe e, come nella tradizione dei supereroi, acquisisce un super potere in maniera accidentale.

Per farla breve, Lydia ruba la super forza a Emily che dopo aver dato in escandescenze (…direi a giusto titolo), decide di far buon viso a cattivo gioco: lei e Lydia combatteranno i Miscredenti insieme, ciascuna col proprio superpotere, sotto il nome di Thunder Force.

L’orfanella arrabbiata, il superpotere acquisito accidentalmente, la scienza al servizio dell’umanità e i cattivoni mutanti: va bene citare i fumetti qua e là, ma questa è tutta roba vista e stravista!

Nessuna novità, dunque?

Be’, la novità ci sarebbe ed è quella di affidare il ruolo di supereroine a due donne grassottelle e di mezza età.

Le gag sono divertenti e Melissa McCarthy è un’esplosione di comicità ma il film, seppur nel complesso piacevole, risulta un po’ piatto.  

Forse la causa è da ricercarsi della trama eccessivamente stereotipata, o magari ciò che infastidisce è la premessa che proporre delle supereroine grasse e stagionate sia un cosa talmente assurda, da risultare di per sé comica .

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: