Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Assaggi di lettura: la quarantena delle donne di Giusy Amato

Pochi giorni fa è uscito La quarantena delle donne, una divertente raccolta di monologhi al femminile, scritti dall’autrice e attrice Giusy Amato.

Giusy, della quale in passato abbiamo già avuto modo di parlare su questo blog, ha gentilmente voluto regalare uno dei monologhi della raccolta a Patataridens e ai suoi lettori.

Chi durante il lockdown non si è data/o all’uso compulsivo e talvolta improprio dei fornelli?

Scopritelo e, riscopritevi, nel monologo La cuoca.

ebook a 0,99 €

LA CUOCA

     Quante volte abbiamo sentito dire che le donne sono più intelligenti degli uomini, che la donna é il vero sesso forte, che riesce ad affrontare le difficoltà con arguzia e pragmatismo molto meglio degli uomini? Mi fermo qui con i paragoni  perché  non vorrei peggiorare la situazione a scapito di… vabbé, non importa.
     Questa volta però le donne, non tutte, ma molte, hanno sottovalutato il “nemico”: il Covid 19. No, non vi preoccupate, non voglio salire in cattedra e darvi lezioni sulla pandemia, per carità, bastano e avanzano i bombardamenti che abbiamo subito da più di anno da parte di esperti, politici, virologi e pecore da tastiera… Eh?  Come si chiamano? Leoni da tastiera?…Ok, se lo dite voi. Ma torniamo alle donne, da quando ci hanno detto che dovevamo stare in quarantena per 15 giorni…e già qui si potrebbe aprire un altro capitolo sul significato delle parole… le donne si sono divise in diverse categorie.

     Non so voi, ma quando il 9 marzo è iniziato l’isolamento forzato…non ho capito…lockdown?…ah, in inglese?… Beh, certo, è più carino, un po’ come per le canzoni, non capisci neanche una  parola però ti convinci che siano bellissime. Un giorno mio figlio cantava una canzone in inglese, non ricordo il titolo, una di quelle famose che conosciamo tutti, gli ho chiesto di tradurmi il testo ed è stata una tale delusione che non l’ho mai più canticchiata. Il titolo non me lo ricordo ma, per intenderci, era sul genere “Trottolino amoroso”.

     Comunque, tornando a Marzo, ci siamo chieste un po’ tutte: “E ora che faccio chiusa in casa 15 giorni?” Sì, perché all’inizio si era parlato di due settimane e invece, purtroppo, sono passati 80 giorni. Qualcuna era pure contenta…no, no del Covid, ci mancherebbe! Parlo della prospettiva di avere 15 giorni a disposizione, senza andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, senza pranzi con i suoceri, insomma quelle cose lì.

     Dopo qualche giorno, mi è venuta l’ispirazione, anzi, è stato merito di Facebook… no, non mi sono messa a fare l’influencer. Alla mia età di che devo parlare, di acciacchi? A quale pubblico potrei rivolgermi?…Come dice?… Target? Ah, già, noto che la signora è al passo con i tempi…eh? Si dice essere “à la page”?.. Certo… dicevo, che messaggi pubblicitari potrei dare? Come usare al meglio l’adesivo per la dentiera?… No, non ce l’ho la dentiera, era così, tanto per fare un esempio. Che stavo dicendo?… Ah, sì, Facebook.

     L’ispirazione mi è venuta guardando moltissimi post con foto di cibarie e ricette. Uh, quanti ne abbiamo visto sui social? Tanti, ma proprio tanti! Molte donne  hanno iniziato a postare foto di ogni genere, dall’antipasto al dolce, passando per primi, secondi e contorni, pane e pizza fatti in casa, torte salate, biscotti, crostate e chi più ne ha più ne metta. Foto di colazioni, pranzi e cene, tavole apparecchiate, foto di cucine con mestoli, pentole e padelle da far invidia a Giorgio Mastrota! E via, a fare le gare a chi cucina di più, scambi di ricette, competizioni tra chi conquista più “mi piace”… sì, signora, ho capito meglio “like”…insomma, un vero e proprio delirio.

     Roba che se a pranzo ti mangiavi una pasta al pomodoro e basilico ti sentivi un’inetta, una poveraccia, un essere inutile. A questo proposito, ho provato una grande tenerezza, vedendo foto di qualcuna, che presa dall’euforia, postava foto con un piatto di riso in bianco o con una tristissima fettina ai ferri. Insomma, anche chi usava il microonde quotidianamente per scaldare piatti già pronti, si sentiva una cuoca stellata…no, non me lo dica, signora, questa la so: chef stellata.

     In conclusione, ore e ore in cucina, con i capelli impuzzoliti da fritti, brodi e sughi vari, ma felici e sorridenti nel post quotidiano con accanto le loro opere d’arte e l’immancabile frase: “Io resto a casa”.

     Vi dico la verità, sarà perché mi piace più mangiare che cucinare, ma dopo una settimana di pizze non lievitate, pane bruciato, ciambelloni modello frisbee e biscotti duri come sassi, ho rinunciato. Tutto sommato, forse ho fatto bene, perché la mia amica Lorenza, tra le più accanite neo-chef stellate, dopo quasi tre mesi di quarantena e spadellamenti, é ingrassata di 13 chili e ha il colesterolo e i trigliceridi parecchio alti. Si è messa a dieta e, dice lei, farà murare la porta della cucina.

     Ah, signora,  può tradurmi in inglese la parola: spadellamenti?

Grazie a Giusy Amato per l’assaggio di lettura, chi volesse scoprire le altre manie e piccole nevrosi delle donne in quarantena, può acquistare l’ebook su amazon in promozione a soli 0,99 €.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: