Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Matildà la sicaria ridens – intervista a Arianna Bonardi

Dalla web serie ad Amazon prime video, chi è Matildà? Ce lo fa scoprire Sara Ronco, in veste di inviata speciale, attraverso una gustosissima intervista all’attrice e autrice Arianna Bonardi, che ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato.

Ben ritrovati, telespettatori.

Ah, no. Già che non sono la valletta di Mike Buongiorno buonanima, ma la super inviata Sara Ronco più papera che paparazza, in cerca di fenomeni (anzi “fenomene”) della comicità da intervistare per Patataridens  il blog della comicità femminile. Quindi, pronti, via!

Oggi Patataridens vi invita a mangiare la carbonara col guanciale. A casa vostra, però, ma col pensiero raggiungiamo Arianna che insieme a un manipolo di pazzi ha creato “Matildà – con l’accento sulla A“.

La web series è comica e richiama il film “Léon” (e qui l’accento è sulla E) ma lei non è una tenera Natalie Portman cresciuta a Cantocelle o all’EUR (chiedo conferma dalla regia) ma viene definita un’improbabile sicaria romana in una dark comedy imperdibile.

E quindi, ora che è su Amazon prime, vuoi mica non guardarla?

Intervistiamo dunque  Arianna Bonardi creatrice e interprete della protagonista.

S:  Buon* (mica so a che ora leggerai le domande).

Si può sapere quanto avete bevuto per far partire l’idea creativa che sta dietro a Matildà?

A: Non ci crederete ma è bastato un caffè vicino Vittorio Emanuele, a Roma! Ma facciamo un piccolo rewind: Matildà è nata a all’Accento Teatro durante una lucidissima sessione di scrittura comica e creativa in cui si parlava dei contrasti che creano poi la situazione comica ed ho pensato “tu immagina una sicaria che c’ha paura del sangue” e da lì ho iniziato a scrivere la bozza del mio primo monologo, inserendoci “leon” e un sacco di aneddoti autobiografici e non. Una volta debuttata alle serate del Makkekomico di Mago Mancini, ho incontrato Daniele Misischia per una merenda insieme e gli ho raccontato di questo personaggio ispirato a “Leon” un film che amiamo entrambi e da lì si è interessato al soggetto, mi ha chiesto di svilupparne sei dandomi direttive sulle location e in un mese ho scritto i sei episodi che Daniele ha poi trasformato nelle sei sceneggiature della Web Serie originale, che poi ha rimontato in capitoli per questo mediometraggio su Amazon Prime Video. Quindi a bere abbiamo bevuto, uno dei caffè più creativi e produttivi della mia vita!

S: Crudelmente, chi è Matildà e che fà (lo so, l’accento non c’è, ma non ho resistito)?

A: Matildà è una donna, una giovane sicaria che fa un lavoro che detesta. Tolta la sua macabra occupazione però è una “normalissima”” persona in cerca di sé stessa che però non ha sviluppato serenamente un carattere pieno, deciso e sicuro, essendo cresciuta con un padre un po’ particolare quindi è vittima degli eventi e di una vita più grande di lei. Detta così suona tragica, però è proprio dalla passività di Matildà che nasce la comicità dietro molte sue scelte, perché si lascia un pochino travolgere, alza gli occhi al cielo ma poi ripulisce tutto, cerca il padre, non si fa troppe domande e cerca di sopravvivere inconscia di strappare qualche risata fuori nel mondo che la osserva, e qui sta anche la grandissima differenza tra me e il personaggio, Matildà è scritta per strappare delle risate quindi molte sue caratteristiche sono volute ma nella vita reale io non potrei mai affrontare la vita come farebbe Matildà! Matildà c’est moi…ma fino a ‘na certà!

S: Figo. Sei stata diretta da Daniele Misischia che mi risulta esserne il coautore, oltre che regista. Vi siete ritrovati sempre d’accordo oppure ci sono stati dei momenti in cui uno dei due ha detto: “Ma fa più ridere come dico io?

A: Io di Daniele mi fido ciecamente, e sono una di quelle attrici super insicure che cerca sempre conferma su ogni passo. Invece Daniele è proprio l’opposto, Daniele ha una sicurezza e una calma e una decisione in quello che fa che alla fine io mi lancio e ritrovo un po’ la sfera istintuale della recitazione, per questo amo lavorare con lui. Dunque, ci sono stati dei momenti in cui ci siamo suggeriti delle battute, a volte sono io che ho cambiato l’ordine di alcune parole perché comicamente suonavano più dirette, altre invece mi ha suggerito lui come approcciare la battuta o certi movimenti o espressioni che voleva enfatizzare in camera. Insomma è stato un bellissimo lavoro di squadra perché in un certo senso ci siamo completati con le rispettive competenze. La cosa bella è stata lavorare anche con Oscar Biglia, Arianna Ninchi, Mago Mancini e Francesco Primavera che sono attori professionisti e con una grandissima esperienza alle spalle che hanno davvero provato le scene, dato i loro suggerimenti e hanno reso Matildà ancora più credibile e teatrale, se vogliamo. E io da Arianna donna e da attrice ho davvero imparato tantissimo.

S: Me cojoni (ho studiato romanesco per questa affermazione che vuol dire “Wow, che figata!” non censuratemela), ma ora che la serie è approdata su Amazon Prime, ci sarà un seguito?

A: Eeeeeeeeeeh, vorrei tantissimo sapervi rispondere. Nei miei sogni c’è direttamente un lungometraggio per il cinema, scusate so ‘n po’ egocentrica, però volemo mette il film con un cameo di Jean Reno?? Daje su, pariamone. Nella pratica dipende come andranno questi due anni, se Matildà piacerà, se sarà vista, cliccata, amata tanto da regalarle una seconda possibilità. Voi nel dubbio…cercatela, su Amazon Prime Video. Ogni click è un passo verso l’Oscar! (che sicuramente diventerà un’involontaria arma di delitto, conoscendo la goffaggine di Matildà. Visto? Abbiamo già il pilot della nuova stagione :D)

S: Grazie e spero di vederti a Roma oppure al salone del libro di Torino.

Grazie a voi, è stato un piacere immenso!!! Merci beaocuop

Ps fuori onda: madò ma io al salone del libro ci verrei subitissimo, ho un canale youtube che parla di libri e letteratura, organizzerei un sacco di cosine anche con il mio spettacolo sui tarocchi nelle fiabe, letteratura e cinema! Però non mi sono mai organizzata, me tapina.

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