Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Viola Vertigini e Vaniglia – la comicità in rosa si tinge di viola

Quando si parla di abbigliamento il mio colore preferito è il nero, e questo non per le doti di indiscutibile eleganza, né per le sue proprietà snellenti. Non sono soddisfatta di avere un guardaroba che, aggiungendoci un paio di mantelli, è tale e quale a quello di Zorro, ma la verità è che sono leggermente daltonica e la scelta monocroma mi evita grossolani errori di accostamento. Il mio daltonismo non è tuttavia una mera condizione fisica, ma si estende anche alla sfera mentale e, più precisamente, a quella editoriale. Sia come lettrice che come scrittrice, fatico a mettere a fuoco i colori dei libri: giallo, noir, rosa… Copertina Viola Vertigini e VanigliaCome si distingue un giallo da un noir? E come riconoscere un rosa da un chick-lit? Il libro che vi voglio segnalare oggi non è né giallo, né rosa, né chick, né noir… e allora di quale caspita di colore sarà mai questo libro? Ebbene, questo libro è viola, o almeno così dichiara la prefazione di Viola Vertigini e Vaniglia  romanzo edito dalla Books Salad edizioni, e opera prima dell’esordiente Monica Coppola. L’attribuzione del colore viola non fa semplicemente riferimento al nome della protagonista, bensì vuole sottolineare la natura sfumata e sfaccettata del romanzo, che certamente non può essere definito né rosa né chick, visto che l’amore c’è, ma sta sullo sfondo, senza diventare la principale preoccupazione dei personaggi. Viola, la protagonista del romanzo, ha circa trent’anni, una laurea umanistica, un lavoro come venditrice telefonica di surgelati, un manoscritto nel cassetto (e chi non ce l’ha?) e una famiglia affettuosamente invadente. Dopo aver vissuto tutta la sua esistenza a “Villa fiorita”, nel verde della collina Torinese e in compagnia delle zie “floreali” (Gelsomina, Iris e Dalia), Viola si trasferisce in città, in un appartamento al quarto piano senza ascensore nel quale conta di realizzare il suo sogno di diventare scrittrice. Accanto a Viola gravitano due figure femminili apparentemente molto diverse tra loro: Emma, l’amica ribelle ed estroversa, e Matilde la cugina elegante e spocchiosa. Emma e Matilde hanno in realtà in comune almeno un paio di cose, e la prima è di essere entrambe professionalmente ed artisticamente realizzate. Emma si è trasferita a New York dove lavora come illustratrice, mentre Matilde è una pluripremiata Archistar (la seconda cosa che queste due donne hanno in comune non posso rivelarvela, se vi interessa vi toccherà leggere il libro). Se Emma e Matilde hanno già acchiappato la loro “stella danzante”, Viola deve ancora realizzare i suoi sogni e ci proverà attraverso rocambolesche e divertenti avventure. 

Personalmente, sarà colpa del mio daltonismo, ma non riesco a ricondurre questo spassoso romanzo al colore viola, né al verde, all’ocra, al ciano o al carta da zucchero. Viola Vertigini e Vaniglia è una secchiata di colori assortiti, un esilarante mosaico, un gelato variegato amarena, puffo e pistacchio. Il romanzo si avvale di un linguaggio colorito e colorato, pervaso di immagini argute e vivide, che mi hanno fatto sorridere a ogni pagina e sganasciare almeno una mezza dozzina di volte.

Viola Vertigini e Vaniglia è un bellissimo (e purtroppo raro) esempio di romanzo comico femminile italiano; che ha in più il vantaggio di appassionare senza scivolare nel superficiale o nel romanticoso, una letale mistura di romantico e appiccicoso, che purtroppo affligge buona parte dei romanzi comici femminili.

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