Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Il lettore torna a casa con Il cuore in ballo

Le città quanto più sono belle tanto più diventano ambiziose, ecco perché, come volitive reginette di bellezza, concorrono ai più svariati titoli: città più verde, città dello sport, città della cultura.

Il titolo di città dell’ironia però nessuno l’ha ancora reclamato, e trattandosi di un riconoscimento immaginario, decreto arbitrariamente di assegnarlo a una città altrettanto inesistente: Bolzaretto Superiore.

Sapete dove si trova Bolzaretto Superiore?

Se non ne avete idea non prendetevela con la maestra di geografia e le carenze della scuola italiana; se al contrario sapete localizzarlo è perché conoscete i romanzi di Consolata Lanza, se invece siete convinti di esserci stati almeno un paio di volte… be’, mi sa che non siete estranei al consumo di droghe sintetiche.

Tempo fa vi raccontai di un precedente romanzo di Consolata Lanza intitolato Ragazza brutta ragazza bella, ambientato negli anni ’90 tra le viuzze di Bolzaretto Superiore e le strade di una Torino visionaria e underground.

Il libro del quale voglio parlarvi oggi s’intitola Il cuore in ballo (Buckfast edizioni) ed è una sorta di prolungamento di Ragazza brutta ragazza bella, o quantomeno del suo universo narrativo, poiché le due storie sono indipendenti.

La vicenda si svolge qualche anno dopo, per la precisione ne 2000, e anche se i protagonisti sono cambiati – o meglio è cambiata la protagonista principale – lo sfondo rimane quello di una Torino visionaria (ma meno underground) e dell’ormai mitico Bolzaretto Superiore, con tutte le sue personalità di spicco e attrattive culturali. Forse parlare di personalità di spicco è un po’ una forzatura, in quanto esse si limitano al parroco e alla sua perpetua; in quanto alle attrazioni culturali Bolzaretto può vantare soltanto un castello che apre i battenti a capriccio dei proprietari, una festa patronale a base di meliga e zanzare, la chiesetta di San Rocco e il suo chiostro di origine romanica, pluri stuprato da dozzine di restauri arbitrari.

Nella sua semplicità – diciamo pure banalità – questo paese ha però una caratteristica peculiare: nonostante le sue estati soffocanti, funestate dagli effluvi di letame che risalgono dai campi insieme a miriadi di mosche, Bolzaretto ha il dono di attrarre

l’ARTE, quella pura, brutale e sanguigna, libera da ogni vincolo istituzionale o commerciale.

Chi ha letto Ragazza brutta ragazza bella probabilmente ricorderà i contorcimenti coreutici dei performer urbani Maso Sadomaso, Vana e i Danzatori della notte e la divina Désirée; ne’ Il cuore in ballo Bolzaretto calamiterà un’altra danzatrice, un po’ meno selvaggia dei suoi predecessori ma altrettanto vitale e intrigante.

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Lei è Angelica, ha vent’anni, studia all’università, ha un innamorato nella lontana Parigi e un gruppo di danza chiamato Madama Dorè.

Snodata e spigolosa, Angelica viene risucchiata dallo spirito bucolico e al contempo inferico di Decembrina, una sorta di fata, strega, menestrella, nonché estetista (o almeno una pioniera di tale mestiere). Vissuta nel medioevo ai margini del paese e della società, Decembrina ha trascorso l’esistenza terrena facendosi i fatti propri e cercando di passare il più possibile inosservata, purtroppo però un improvvido scultore ha avuto il pessimo gusto di ritrarla in forma di bassorilievo, su uno dei capitelli del chiostro della chiesa di San Rocco.

La fata-strega-menestrella-estetista non è per nulla contenta di doversene stare immobile nella pietra alla mercé dello sguardo dei posteri, ecco perché, un po’ per noia e un po’ per rabbia, ha incominciato a intrattenersi cantando.

Non a tutti è dato tuttavia di udire le sue canzoni, anzi, in pochissimi hanno questo privilegio e Angelica è tra quegli eletti.

…e ancora un turbinio di danze, amori, fughe, mestieri “normali”, altri amori e gastriti.

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Indicazioni terapeutiche

Il cuore in ballo è un libro surreale, poetico e pervaso da ironia grottesca, ideale per chi ha le zampogne piene di normalità e quotidianità.

Posologia

Si consiglia di assumerlo da novembre a febbraio, durante una giornata nebbiosa, possibilmente sul seggiolino del tram, mentre si fa coda in un ufficio pubblico, o – se muniti di buon cappotto e ottima salute – su di una panchina.

Il testo si adatta con docilità anche a letti e divani, ma i suoi aromi floreali e ferini si sprigionano con più vigore in condizioni ruvide e disagevoli.

Controindicazioni

Reumatismi, geloni e infreddature, qualora si scelga l’opzione “panchina nella nebbia novembrina”.

Presentazioni “libresche”

Se volete conoscere Consolata Lanza, madre fondatrice di Bolzaretto Superiore, potrete incontrarla sabato 2 dicembre alle 10.00, al Circolo dei lettori (via Bogino 9, Torino), ospite del knit letterario Libri Letti ai ferri.

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E se non ne aveste abbastanza, in serata, alle ore 21.00, Darinka ed io (Desy Icardi) presenteremo il libro comico le Profumiere (imprimatur editore) a La Piola libreria di Catia – via Bibiana 31 a Torino.

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